sabato 26 maggio 2018

La peonia


Quando Ade, il dio greco dell'oltretomba, venne ferito da Eracle sceso negli inferi per catturare Cerbero, chiamò al suo capezzale Peone, figlio di Asclepio, il Dio della medicina, perché lo curasse. Peone lo guarì così bene che Asclepio fu assalito da una grave crisi di invidia che non prometteva nulla di buono. Allora Ade salvò Peone mutandolo in una pianta bellissima, la peonia, la "rosa senza spine" celebrata in tutta la letteratura europea, dai grandi fiori solitari - rosa, rossi e anche bianchi - e dai carnosi frutti costituiti da alcuni follicoli. Un genere, la Peonia, comprensivo di 33 specie di piante erbacee perenni e di arbusti rustici...
La si considerava, grazie anche al suo legame con un medico, un fiore delle molte virtù curative: in De virtutibus herbarum, lo Pseudo Apuleio sosteneva che fosse un rimedio efficace contro la follia: "se si lega al collo di un matto dell'erba peonia, subito lo si vedrà rinsavire. E se la poeterà con sé, il male non la colpirà più". Florario,  Alfredo Cattabiani 

Sarà grazie alla fioritura delle peonie che anch'io rinsavisco e riprendo il contatto con questo mio piccolo spazio in disuso da oltre un anno.
Dopo aver riposto le mie attenzioni e la mia cura al mio progetto che si è composto come un puzzle, dopo aver accantonato per anni piccoli difformi frammenti.
Sono pronta a ritornare qui, a questo blog compagno di giochi e sostegno degli anni passati. Ora desidero che questo diario comprenda un terreno più vasto della cucina: lo arricchirò di erbe, di profumi, di fiori, di bellezza, poiché a nutrirmi non é solo il cibo.
Vi racconterà la natura, la vita, vista dalla Cincia del bosco.

domenica 20 maggio 2018

Aquilegia, l'amor perfetto




"L'esoterica aquilegia"
I fiori blu-viola ma anche azzurrini o gialli dell'aquilegia (aquilegia vulgaris), con i cinque petali a cornetto che si prolungano in speroni uncinati, simili al becco o all'artiglio dell'aquila, ispirarono il nome di questa ranuncolacea che cresce nei boschi, prati e terreni rocciosi, collinari o montani, fino a duemila metri. "Bella si erge l'aquilegia/ e china il suo capo" cantava Goethe l'etereo fiore detto anche Amor perfetto, come osserva Guido Ceronetti soggiungendo: "Mi ricordo Spinoza, le poche righe un po' tremanti in cui nell'Ethica IV definisce il matrimonium essenzialmente come mezzo, attraverso e al di là dell'unione carnale, di ricerca comune della libertà interiore (animi libertatem)".
Il suo sesso è androgino, sicché la pianta può anche simboleggiare l'Uno ineffabile.
...
Una pianta che ha i petali terminanti come il becco o gli artigli dell'aquila non poteva non ispirare ai naturalisti del passato una sua fantastica proprietà, di rendere la vista acuta come quella del rapace. Si sa invece che è astringente, antisettica, detergente e calmante, tant'è vero che gli omeopati la prescrivono in particolari casi di disturbi del sistema nervoso. Ma siccome le parti aeree e i semi contengono anche una sostanza dannosa, senza ricetta medica è prudente utilizzarne soltanto la radice ed esclusivamente per uso esterno nella cura di alcune ulcere, scabbia e tigna.

Fiorario, Alfredo Cattabiani

giovedì 29 dicembre 2016

Risotto al melograno: Buon Anno Nuovo!


Chi ha due case perde il senno, si dice. 
E allora chi ha due blog, un lavoro a tempo pieno, più un'attività secondaria che diventano due, una serie di interessi innumerevoli, abita in collina e lavora in pianura...e potrei tediarvi ancora a lungo, ma a che pro? 
Nella speranza che il prossimo anno porti un po' di equilibrio ed ordine in questo mio fantastico e poderoso caos, con questo piatto ben augurante vi lascio il mio piccolo pensiero per un Buon Anno!

Risotto al melograno (per 2)
200 gr. riso rosamerchetti semintegrale
1 melograno
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco (Erbaluce per me)
Olio Evo, parmigiano e burro
Sale e pepe a piacere
Olio vegetale q.b.

Soffriggere la cipolla con l'olio Evo, quando la cipolla diventa trasparente aggiungere il riso, tostare bene e sfumare con il vino. Aggiungere il brodo a coprire il riso, lasciar assorbire prima di aggiungerne nuovamente e continuare così. A metà cottura aggiungere il succo di melograno ricavato spremendolo nello spremi agrumi, lasciarne qualche cucchiaio da aggiungere alla fine in modo da ridare colore al riso. Aggiungere il parmigiano e terminare la cottura del riso. Spegnere e aggiungere una noce di burro e il succo avanzato. Lasciar riposare e servire.



lunedì 24 ottobre 2016

Robiole di capra vestite a festa


Ebbene sì, festa! E' passato un mese dalla festa di inaugurazione della sede dell'associazione, le attività sono iniziate: i corsi di yoga , i trattamentolistici e una moltitudine di idee e progetti si sovrappongono nei miei pensieri. Capite bene ora che la cucina, da un po' di tempo a questa parte, non sia in primo piano. Tanto ero presa dall'organizzazione che quando mi sono decisa a preparare qualcosina anch'io per l'inaugurazione, giusto due semplici stuzzichini e mi pareva di fare chissà cosa. Era come se fossi stata catapultata in una cucina dopo un viaggio lunare, ero un tantino spiazzata e mi è sembrato un "travajun" , un "lavorone" come si dice da queste parti. Non che io non abbia cucinato per me ed il compare, anzi, sono contenta perché sono riuscita e sto riuscendo a mangiare bene malgrado gli impegni aggiunti e gli orari da paura. Quindi chi lo sa perché sono andata in tilt per "cucinare" due robiole acconciate e un hummus di ceci neri? Trattandosi della vigilia dell'evento, c'è una sola parola che può spiegarlo: emozione : )))

Robiole di capra da 250gr. circa
Olio Evo
1 pz. di sale
Rosa
1 Barbabietola già cotta (non ho trovato altro)
Semi di cumino nero (nigella)
Centrifugare la barbabietola, aggiungere il succo alla robbiola, condire con (poco) sale e olio e cospargere di semi di cumino nero.
L'avanzo di centrifuga della barbabietola l'ho aggiunto ad una minestra.
Gialla
3 cucch. di curcuma in polvere
1 radice di curcuma fresca
Pepe nero in abbondanza
Aggiungere la curcuma in polvere, quella fresca grattugiata fine, condire con (poco) sale e olio e pepe nero in abbondanza.
Lo sapete, vero, che il pepe nero aumenta gli effetti benefici della curcuma?


Servire in ciotole meravigliose, le mie sono Maniterra.


Sul tavolo del rinfresco trovate anche il mio hummus di ceci nero, una magnifica torta salata dei carissimi amici Ermanno e Rosanna della Cascina Escuelita, pizza e focaccia a pasta madre amorevolmente preparata da Isabella e stuzzichini vari.

A fine serata

venerdì 26 agosto 2016

Puttanesca alle alghe



Scompaio, riappaio, sono altalenante sul blog e non starò più a tediarvi con questo argomento,  dato che mangiare mangio in ogni caso, vi mostro semplicemente quello che preparo nella quotidianità. Non ho mai presentato grandi piatti e non mi sono mai data ad una cucina sofisticata o laboriosa, però ci sono stati alcuni momenti in cui mi lanciavo in preparazioni ed esperimenti con passione, alcune paste fresche per fare un esempio. Bene, in questo periodo non mi capita, la cucina non è nei miei pensieri. Non passo a vedere le vostre meraviglie, non prendo nota, non ci penso. Faccio la spesa, vario l'alimentazione e mi tratto bene, decido al momento senza progettazione.
Ma cos'avrò mai da fare per trascurare tutte le buone cose delle amiche blogger, per non segnarmi una nuova ricetta, per non mettere la mani in pasta?
Beh, veramente le mani in pasta le metto in un certo qual modo, basta dare un'occhiata qui.
Sto preparando il necessario per far partire le attività della nuova associazione Sundaram, ecco dove convoglia tutto l'impegno e l'attenzione di cuore, testa e mani.
Per questo proporrò solo cose veloci, nate dall'immediatezza, come un piatto di pasta.

Le alghe sono quelle cose che boh, però cucinate ed aggiunte nel modo giusto, perché no.
Mi piace questo stile adolescenziale, adatto alla mia loquacità ridotta del venerdì mattina prima del caffè. Bene, se come me siete un po' curiosi e volete assaggiare le alghe, se come me non potete mangiare le acciughe o non le volete mangiare perché siete vegan, potete cimentarvi in questo sughetto.

Puttanesca alle alghe
Spaghetti di grano duro integrali
1 arame 2 hijiki ammollate e sbollentate
2 cucch. capperi
10 olive verdi medie
peperoncino
1 cipolla grande
salsa pomodoro oppure 4 pomodori da sugo
prezzemolo tritato con spicchio d'aglio (piccolo per me, se no il compare si lamenta)
olio Evo q.b.

Mettere in ammollo le alghe per almeno 15 min. e poi sbollentarle.
Sciacquare i capperi dal sale, tritare capperi, olive veri e peperoncino
Tagliare e soffriggere la cipolla, aggiungere il trito di capperi olive e peperoncino, aggiungere le alghe dopo averle scolate e tritate, lasciare insaporire il tutto e aggiungere la salsa o i pomodori a tocchi. Cuocere 5 min. e poi saltare gli spaghetti scolati nel sugo, cospargendo del trito di prezzemolo con aglio.

mercoledì 27 luglio 2016

Riso rosso per pic nic estivo


Un paio di settimane fa ho avuto il piacere di ospitare una cara amica, insieme a lei e al mio compare abbiamo fatto una piccola escursione tra i boschi fioriti e i prati verdi, fino a raggiungere il Santuario di S. Bernardo  di Trivero (BI). 
Ho improvvisato questo riso con quello che avevo in casa, per avere uno spuntino fresco da portare nello zaino.

gr. 220 circa riso rosso, cotto la sera prima 20 minuti in pentola pressione dopo risciacquo
1 cucchiaio di capperi sotto aceto
3 cipolline dotto aceto balsamico e qualche cucchiaio della loro liquido
3 cucchiai di olive verdi siciliane
3 pomodori secchi
10/12 pomodori datterini 
Olio Evo q.b.
una manciata di santoreggia, quella con le foglie più lanceolate, da poco ho scoperto essere soprannominata erba cerea
A completare il nostro cestino della merenda frutta secca e frutta fresca...mamma mia che salutisti!
Vi saluto con alcune foto della giornata:

La Valsessera

Rododendri in fiore



S.Bernardo in vista

venerdì 10 giugno 2016

Lasagna solo capra alle erbe di campo


Giorni e giorni senza pubblicare, e questo già era successo.
Giorni e giorni senza aprire il mio account google un po' troppo, no?
Non commento, mi metto all'opera semplicemente.
Ripesco questa ricetta primaverile, al limite della stagionalità se siete in pianura o in collina come me, fattibile se salite un pochettino più su verso la montagna, troverete erbe tenere non ancora fiorite da raccogliere.
Questa lasagna è fatta con le erbe raccolte nel mio prato diciamo fine aprile, con solo formaggio e latte di capra. Li ho acquistati a La casa delle capre, dove Daniela produce con cura, amore e creatività degli ottimi formaggi di capra. Ho pensato di usare anche il latte per dare un gusto uniforme, sia le erbe che i prodotti caprini hanno un gusto forte e delicato. Le capre si nutrono delle stesse erbe spontanee, i sapori sono affini. E infatti il risultato è stato davvero ottimo.
Non a tutti piacciono i prodotti di capra, certamente ce ne sono di più forti e odorosi, impegnativi, e altri più delicati, quelli che ho utilizzato e che consumo abitualmente sono del secondo tipo. 
Tra le tante dicerie c'è quella del formaggio di capra che è meno grasso e mi sento di fare una piccola riflessione, o due.
1 Formaggio senza grasso o poco grasso esiste? 
Tralasciando ricotta o affini, il formaggio per essere tale ha bisogno del suo grasso ed ha bisogno di sale per la sua produzione e conservazione quindi si sa che non bisogna abusarne. Personalmente trovo i prodotti di capra molto più digeribili, sì mi viene da dire più "leggeri", ma mi riferisco alla mia digestione, non ai nutrienti che contiene.
2 I grassi dei prodotti di capra sono diversi da quelli vaccini, ma:
Cito: Il latte di capra è quello che ha il minor contenuto di colesterolo se confrontato con il latte di pecora e vacca, bisogna però rilevare che:
  • la differenza è minima, 10 mg per il latte di capra, 11 per quelli di pecora e vacca, per 100 g di prodotto. Una differenza del tutto trascurabile;
  • il latte è un alimento povero di colesterolo, bisognerebbe assumere 30 litri di latte per arrivare alla quantità giornaliera massima!
Chi parla di assenza di colesterolo nel formaggio di capra o nel latte di capra sta professando il falso, chi lo scrive sulle etichette dei prodotti è passibile di denuncia. Chi invece parla di un ridotto tenore di colesterolo rispetto agli altri latti non dice il falso, ma sta promuovendo una caratteristica ininfluente dal punto di vista salutistico. Consiglio quindi di diffidare di entrambi gli "approcci commerciali".

Toma
Ingredienti:
Una sporta di erbe spontanee:
creste di gallo, silene, piatarun e piantaggine
200 gr. di toma di capra
1 conf. di lasagne sottili pronte
1 Lt. di latte di capra
50 gr. di farina (integrale tipo 2)
Olio Evo q.b.
Semi di papavero

Erbe spontanee: creste di gallo, silene, piatarun, piantaggine

Lavare le erbe e metterle in padella con un cucchiaio di olio e uno spicchio d'aglio, salare leggermente e coprire, lasciare stufare per 10 minuti.
Preparare la besciamella tostando la farina in 2 cucch. di olio, sale pepe, aggiungere il latte e completare la salsa con pazienza. Non so voi ma io non ho tanta pazienza in queste preparazioni, so che dipende dal fatto che ho trascorro poco tempo in casa, motivo per cui le lasagne sono già pronte. Pur adorando fare la pasta a mani nude, devo ricorrere alle scorciatoie se voglio togliermi questo genere di sfizi.
Tagliare il formaggio e formare gli strati, un cucchiaio di besciamella sul fondo, pasta, erbe, formaggio, besciamella sopra e si ricomincia. Terminare con la besciamella e spargere i semi di papavero. Infornare a 190° per 35 minuti circa e buon appetito!

gli strati

il gran finale


l'assaggio