mercoledì 13 marzo 2013

Varietà, stagionalità, ascolto.


Un po' di chiarezza sul mio orientamento alimentare: sono un'onnivora, un'onnivora riflessiva. Non seguo nessun indirizzo dietetico particolare, sono curiosa e prendo appunti e spunti da tutte le proposte: vegetariana, macrobiotica, etnica, vegan, ayurvedica, eubiotica sempre passando per la cucina tradizionale. Prediligo i cibi vegetali, mangiare la carne era un vero tormento per me da bimba, forse l'apprezzo di più ora, ma raramente ne sento il bisogno o la "voglia" e di solito apprezzo di più il pesce e la carne di animali piccoli. Quello che cerco solitamente è la qualità, i prodotti del territorio, meglio se anche Bio (con bollino o senza...). Naturalmente con qualche compromesso, altrimenti non mangerei pesce di mare, vivendo in piemonte.
Di base, non acquisto i cibi troppo lavorati o quelli con troppi ingredienti, un alimento di buona qualità il più vicino possibile alla sua integrità, a come si presenta in natura è fonte di piacere e nutrienti senza bisogno di trucchi o di aggiunte varie. Il chicco e il seme ne sono un esempio, come si può vedere dalle foto e dalle poche ricettine postate sono tra i miei preferiti. Anni fa sono stata vegetariana per un periodo ed ho iniziato a mangiare i cereali integrali, non erano molto diffusi, di certo non si trovavavano al supermercato come ora. Li trovavo in un negozietto bio, l'unico ai tempi nella mia città, era gestito dalla mia prima insegnante yoga, ma questa è un'altra storia... Da allora sono sempre presenti nella mia dispensa sia in chicchi interi, sia come pasta o come farina.
L'altra cosa che ho imparato quando ero vegetariana è che il binomio cereali-legumi è un alimento completo perfetto. Come vedete ce n'è per tutti i gusti e non sono neanche tutti, solo quelli che ho in casa, in inverno ho una bella scorta ; )



La varietà. Più si varia e più nutrienti diversi avremo a disposizione, semplice. Ogni alimento ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi quindi la varietà ci evita l'accumulo di una sostanza nociva e la carenza di un nutriente utile. Non c'è bisogno di essere scienziati, no? Ma se volete avere un parere scientifico in merito troverete sicuramente delle buone informazioni direttamente da persone competenti, per esempio qui.
Varietà in tutto: pesci, carni, erbe aromatiche, spezie e naturalmente frutta e verdura.
Tutta la frutta e verdura disponibile nel rispetto della stagionalità. Beh, non credo ci sia bisogno di aggiungere nulla penso che ormai ci sia consapevolezza in questo, non c'è bisogno di avere l'orto per sapere qual è la verdura di stagione, basterebbe documentarsi o molto semplicemente andare dai contadini al mercato. L'Italia è un territorio piccolo con città piccole, anche le città "metropolitane" non sono poi tanto grandi e non posso credere che una persona abbia visto solo il banco di verdura del supermercato, chissà?Quindi, dando per scontato la stagionalità dei vegetali, perché non pensare ad una stagionalità anche per i prodotti di origine animaleRiguardo ai pesci è già cosa nota vedi e vedi. Qualche esempio, di inverno le galline fanno meno uova perchè c'è meno luce, se avete la possibilità di acquistarle da chi le ha davvero ruspanti e non le illumina artificialmente, o di visitare qualche parente gallinato in campagna ve lo dirà. La cascina dove ho acquistato un pollo un mesetto fa circa mi ha detto che non avrebbe più avuto polli fino a maggio. Il formaggio di capra nei mesi invernali non è disponibile, i formaggi freschi di capra sono di nuovo disponibili ora. Sicuramente chi è cresciuto in campagna troverà altri esempi di questo genere. Che dire poi del fatto che certi alimenti più grassi come la carne di maiale o il burro hanno un senso in un clima freddo ed invernale, specialmente per chi sta ore al freddo, mentre sono solo un peso in un clima caldo. Personalmente non compro burro da maggio in poi, eccezione se devo fare qualche dolce particolare, cosa che di solito non capita dato che alla fine opto per un dolce più leggero. A me capita di aver voglia di un qualcosa di più grasso quando fa molto freddo, quando la temperatura segna il sottozero per giorni, quest'anno non ha fatto freddissimo e non sono andata appositamente in cerca di cibi extra grassi. Cos'è che mi induce a cercare un cibo piuttosco che un altro, che mi fa decidere cosa mettere nella sporta della spesa, di mangiare una cosa piuttosto che un'altra? A volte è solo un fatto occasionale, ma mi piace credere che spesso dipenda dall'ascolto. Ascolto di me, del mio corpo, un risvegliato istinto verso ciò di cui ho bisogno. Ho notato che le poche volte che il mio corpo mi richiede carne può accadere nel periodo dell'ovulazione, non nel periodo ciclo come si potrebbe supporre. Ascolto il bisogno di insalata, se manca per un paio di giorni. Il bisogno di un gusto amaro, di uno acido, di uno dolce o salato. Ascolto che quando mangio fuori casa e mangio troppo o magari non tantissimo ma cibo molto elaborato, con tanti ingredienti diversi, si crea un disagio che non riguarda solo il corpo, una sensazione come a non sopportare un corpo così stipato di sapori! E prendo nota e cerco di essere fedele al mio sentire. Già, questa è la chiave, essere fedeli al sentire, tenerlo presente, a portata di mano. Perché se una persona mi viene a dire "ascolto che il mio corpo mi chiede una tale crema spalmabile al cioccolato" posso anche crederle, ma se questa persona si ascolta veramente, ne avrà soddisfazione dopo un paio di cucchiai e non dopo aver finito tutto il barattolo, vi pare? Naturalmente potrete anche smentirmi ; ) Penso che conoscersi, sentire come si sta bene dopo aver mangiato alcuni cibi sia una buona guida, che può sostituire regole ferree o dettami, in leggerezza. E' questo è ciò che personalmente applico, o perlomeno tento di applicare. Eh, beh, certo anche io ogni tanto incappo in qualche schifezzina che pare lì per caso e se ti osi assaggiarla non la smetti più...
Ultimo assaggio "vaccata": patatinegustopeperosalime... nel loro genere horror hanno un loro perché, ma anche questa è un'altra storia...

Raramente entrano in casa mia i succedanei, non li amo molto, se rinuncio a un cibo è perché ci rinuncio e non sento il bisogno di prenderne una pseudo imitazione, ma questo è il mio carattere e per caso o per fare certi esperimenti mi è anche capitato di fare delle eccezioni.
Ci sono alcuni ingredienti che evito accuratamente, in ordine sparso: glutammato, aromi, aromi naturali, grassi idrogenati, grassi parzialmente idrogenati, olio di palma, dolcificanti vari, EEE vari, conservanti vari, etc.

Ed ecco le foto con i nomi dei protagonisti della dispensa:



Riso semintegrale Rosamarchetti, Avena, Riso integrale Rosamarchetti, Segale, Farro, Riso Venere, Riso Arborio, Grano saraceno*, Riso basmati, Riso integrale originario, Miglio, Farina di Grano Duro, Riso Rosso, Farina di grano tenero, Farina di mais
* il grano saraceno non è un cereale, ma una poligonacea.



Lenticchie, Cannellini, Fave spezzate, Roveja, Fagiolone Biellese, Lenticchie decorticate, Borlotti, Fagioli neri, Fagioli marroncini, Fagioli Biellesi, Cicerchie, Fagioli rossi, Azuki verdi, Ceci, Azuki rossi, Piselli spezzati, Fagioli allegri, Fagioli dell'occhio


5 commenti:

  1. sono delle informazioni molto interessanti segno anche che chi cerca trova, la stagionalità non è molto compresa da tutti i consumatori che corrono ad acuistare fragole a gennaio e arance a luglio, lo stesso vale per i formaggio ma quando io stesso ne parlo vedo delle faccie spaesate, complimenti

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    1. I tuoi complimenti sono mooooolto graditi, grazie davvero. Sì, anche io penso che "chi cerca trova". Per me è stato così, ho iniziato trovando un buon produttore e poi via da una cosa ne è arrivata un'altra e si è instaurato un circolo virtuoso.

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  2. Che bello qualcuno che si dichiara "onnivora", e allo stesso tempo evita le vaccate ma non le vacche!!!!

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