venerdì 12 aprile 2013

Al cuore dell'essere



Qualche settimana fa, è passato più di un mese a dire il vero, sono stata a Biella all'incontro con Willy Van Lysebeth, insegnante di yoga e psicoanalista. Una persona simpatica che pone gli insegnamenti in modo semplice e giocoso, pur essendo un grande esperto in materia, si pone in modo umile e si relazione con freschezza e creatività. La pratica mi ha lasciata piacevolmente "vivacizzata". Leggendo il suo libro: "Yoga. Al cuore dell'essere" Ed. Mursia, che vedete qui sopra, si può avere un'idea di queste sue qualità e del suo approccio. Il libro è incentrato sulla modalità di ascolto attento, vigile, intenso e mai uguale, in questo senso sono da intendere i suoi continui richiami alla creatività, che è appunto il cuore della pratica yoga, in particolare del tantra (parola tristemente usata a sproposito). 
Eccone un passaggio, tanto per gradire:

" ...lo Yoga non vuole né scaricare, né reprimere le emozioni e non cerca neanche di spiegarle, in rapporto ad avvenimenti presenti o passati, né a interpretare le immagini e i pensieri che le rappresentano. Lo yoghi va dritto al cuore, si spoglia di tutte le possibili elucubrazioni mentali, di tortuosi ragionamenti critici, tipici prodotti della mente umana, che potrebbero derivare dall'osservazione/ascolto della sensazione corporea e mira esclusivamente a reperire in modo staccato, da testimone osservatore, la sorgente delle tensioni emozionali e delle loro manifestazioni, nell'essenzialità pura. Attraverso l'esercizio/ascolto del soffio, lo yoghi trasforma l'energia impegnata nella genesi dell'emozione. Tramite un allenamento dell'attenzione, unito al distacco sensibile, può navigare anche su mari agitati, impetuosi, colorando i flussi emozionali: ciò sta a significare chiaramente che le inflessioni del respiro, i suoi ritmi, le tensioni e sospensioni respiratorie rappresentano una tastiera di variegate espressioni primarie."
tratto da: "Yoga. Al cuore dell'essere" di Willy Van Lysebeth Ed. Mursia

La fila di libri che vedete nella foto, sullo sfondo, sono testi di André Van Lysebeth, suo padre. Lui è stato un pioniere dello yoga, ha portato e diffuso lo yoga in europa dalla metà dello scorso secolo. Il suo entusiasmo nel trasmettere gli insegnamenti, trasborda da ogni parola dei suoi testi, che sono ormai dei "classici" del settore.
Tanti anni fa ho avuto in dono da un'amica il suo primo libro: "Imparo lo yoga" di André Van Lysebeth, Ed. Mursia, ho letto e riletto quelle pagine più volte avendone sempre qualche cosa, e mi è sempre sembrato che A. V. L. sia stato capace di trasmettere l'insegnamento in modo vivo anche dalla fissità del foglio stampato. Per questo, pur non avendolo mai incontrato, l'ho sempre considerato un mio maestro. In quel periodo ho frequentato per un anno circa un corso di yoga nella mia città natale, Pavia, città che ho lasciato dopo breve tempo e così il corso. Da allora, ovunque fossi, con il mio libricino celeste e i suggerimenti di André, io praticavo nella mia stanzetta, e questo si è protratto per alcuni anni. Poi col tempo i libri sono aumentati, a poco a poco ho cominciato ad ampliare lo sguardo, ad approfondire e via dicendo e poi da cosa nasce cosa...
E' ora di mangiare qualcosetta...


Piatto unico con sentore d'oriente

Broccolo romano al vapore
Lenticchie cotte in pentola a pressione con rosmarino e trito di carotacipollasedano.
Riso basmati cotto coperto con acqua, il doppio del volume, in una padella larga con un po' di curcuma e foglie di erba limoncina. Quando il riso era al dente l'ho ripassato nell'olio con agliomandorle, aggiunto l' uvetta, irrorato con un po' di limone.
Special Guest della cena è il piccolo Ganesha dorato, che si è prestato per la foto del piatto. Carino, vero? Sì, forse un tantino kitch, ma simpatico. Me lo ha regalato un altrettanto simpatico amico qualche anno fa, quando era ancora un bambino.

3 commenti:

  1. Cavolo!!! ma quante belle ricettine!! Era un po' che non frequentavo il tuo blog, Complimentissimi! Attingero' con curiosita'.
    E stasera parto alla raccolta di 100gr di aglio orsino, ne ho gia' parlato alla mia solista.. E vai di trenette al pesto dell'orso!
    Un abbraccione da ortoMarco e buona continuazione

    RispondiElimina
  2. Ciao Marco! che bello ritrovarti in questi paraggi. Trenette al pesto dell'orso, niente male. Senza controindicazioni per l'alito della tua solista ; )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Intanto ieri sera ci ho condito dei semplici ceci lessi.. slurp.. e per l'alito non so, sento i colleghi.. e sentiro' anche il parere della rosina.. a parte che divora DI TUTTO :-)) ciao

      Elimina