venerdì 31 maggio 2013

Tacchino al verde


Mi sono persa...
Una specie di letargia o che altro? Sospesa in questo lungo inizio di primavera freddo, piovoso, dal sole generoso ma sfuggente.
Con la mano ancora intorpidita dall'assenza, una ricetta in velocità:

Ingredienti:
500 gr. di fesa di tacchino
500 gr. spinaci
1 cipolla
2 cucch. di curcuma
1 cucch. di spezie tanddori (senza colorante)
1 cucch. semi di cumino pestati nel mortaio
Farina di grano duro q.b.
olio Evo q.b.
Tutti gli ingredienti sono bio.

Tagliare a tocchi la fesa, passarla nella farina. Preparare una padella con la cipolla e le spezie, soffriggere e dorarvi i pezzi di tacchino, abbassare la fiamma e coprire per qualche minuto. Nel frattempo cuocere per 5 min. circa gli spinaci, con 1 cucch. di olio e i pizzico di sale, nella padella con coperchio, spegnere e frullare.
Quando il tacchino è pronto mantecare con la cremina di spinaci.
Non sarebbe stato male fare una foto al momento intermedio, con il tacchino dorato e colorato dalle spezie, ma ci ho pensato tardi. Alla fine, come si vede, non si capisce neanche che cosa c'è nel piatto:

Tacchino al verde con patate

Il contorno è di patate arrostite in padella, croccantine e morbidella, sbiadite nella foto serale.

giovedì 23 maggio 2013

Riso integrale con asparagi e cipollotti




Un buon riso con gli asparagi, dobbiamo aggiungere altro?
Questi asparagi sono stati un colpo di fortuna al supermercato cooperativo, un mazzetto di asparagi bio freschi freschi! Ed erano buonissimi, un gusto delicato e profumato, davvero ottimi! Ora, al supermercato vado poco, compro poca verdura, solo se non ho nulla in casa e solo quello che ha un bella faccia perché, diciamocelo, costerà meno ma spesso dura poco e il risultato è che una parte viene sprecata quindi alla fine la convenienza è fittizia. Non parliamo della perdita di gusto, sapore e fragranza (e nutrienti!). Di solito metto in carrello quei prodotti bio a disposizione quasi sempre tipo carote patate cipolle e varie valutate sul momento. Preferisco acquistare verdura e frutta presso amici produttori bio, ad integrazione dell'orticello, o da piccoli produttori locali. Ma ci sono dei periodi nei quali la produzione è scarsa, come questa primavera tardiva. In questi casi vado dal fruttivendolo per avere una maggiore scelta e trovare prodotti meno coltivati nella zona come piselli, fave, asparagi e altre delizie. Rinuncio al "bio" per la varietà e la freschezza, questo è il mio compromesso. Del resto nella mia zona ci sono due negozi "bio" con una scelta di verdure risicata, una ha pochi prodotti, quasi sempre i soliti, piuttosto freschi e buoni, l'altro, quello a me più comodo, ha un banco di verdura fiappa e triste. E si spiega perché dichiari una fortuna l'aver trovato un mazzo di bio-asparagi!
In genere, per quanto riguarda i prodotti freschi, trovo una buona regola non decidere a priori cosa comprare, meglio valutare l'offerta e decidere in base a ciò che ispira di più. Quante volte sono andata per acquistare una verdura, ingrediente essenziale per una ricetta e non l'ho trovata, oppure c'era ma era così così e magari ho ceduto all'idea prestabilita di comprarla ma di fatto non ero soddisfatta, vi è mai successo? Bene, ora cerco di non fissarmi e di farmi venire in mente cosa cucinare sul momento, magari per ingannare l'attesa del mio turno, così prendo davvero solo quello che mi convince. Anche dal fruttivendolo, qui e ora, vivere l'istante! ; )

Ingredienti:
250 gr. di riso integrale Rosa Marchetti dell'Angelo
   1 mazzo di asparagi
   3 cipollotti
   2 cucchiaini di dado vegetale
   1 pizzico di curcuma
Olio Evo
Tutti gli ingredienti sono Bio

Questa qualità di riso è molto delicata, non ha molto amido, cuoce in soli 35/40 minuti. Leggero e piacevole, potrà far cambiare idea a chi solitamente non ama il riso integrale. Come si vede dalla foto i chicchi di riso mostrano il "germe", la parte più nutriente che nel riso bianco si perde con la raffinazione. Per me vale la pena di provarlo, non solo perché fa bene, anche perché é proprio buono!
Cuocere il riso con un volume di acqua pari al doppio del suo, due cucchiaini di dado vegetale e un pizzico di curcuma.
In una padella capace soffriggere i cipollotti, prima la parte bianca e dopo quella verde, aggiungere i gambi degli asparagi a tocchetti salare e coprire, cuocere per 10 minuti rigirando ogni tanto. Spegnere e aggiungere le punte degli asparagi, incoperchiare: in questo modo le punte cuoceranno al vapore.
Quando il riso è cotto rigirarlo in padella con le verdure e servire.


martedì 21 maggio 2013

Crespelle di grano saraceno alle erbe spontanee



Avrei potuto intitolarle: Galettes aux erbes sauvages, senti come suona questo sauvages!
Preferisco restare nei paraggi, precisamente nel giardino di casa dove mi sono approvvigionata di erbe per questo piatto.
Naturalmente sia la raccolta di erbe  sia la preparazione si sono svolte un po' di tempo fa, mi sa che è passato un mesetto ormai, come vi racconto qui non riesco a stare al pari con le ricette, per ora, così è.
La misticanza comprendeva in maggioranza piatarun novello fresco e profumato, dal gusto lievemente carciofato, un po' di silene, piantaggine e cresta di gallo, un pugno di tarassaco. Le crespelle sono senza latte, non l'avevo in casa e non l'ho comprato, ho provato così. Certo sono venute belle ruvidelle, proprio rustiche, anche perché le farine che ho usato erano piuttosto grossolane. A me son piaciute, magari un giorno proverò anche con il latte.

Ingredienti per le crespelle senza latte:
250 gr. acqua
180 gr. di farina di grano saraceno macinata a pietra
 
80 gr. di farina di grano duro integrale (tipo 2 o anche 3!)
 2 uova
 1 cucch. di olio Evo
Ho sbattuto le uova, aggiunto le farine, l'acqua a poco a poco, l'olio e un pizzico di sale. Ho lasciato riposare in frigo (almeno 2 ore). E poi ho preparato le crespelle, a me ne sono venute 10, la ricetta diceva 12. Immagino che con delle farine più fini e una mano più lesta ci si riesca. Per quanto mi riguarda ammetto che come spadellatrice di crêpes io abbia degli ottimi margini di miglioramento, quindi evito incerti suggerimenti, passo e chiudo ; )

Ripieno 1) Erbe, toma erborinata e noci
Misticanza di piatarun, silene, piantaggine e creste di gallo ripassate in padella con un filo d'olio e un piccolo spicchio d'aglio.
Toma erborinata e Noci, messi a pezzetti dentro e fuori:



Ripieno 2) Erbe, ricotta di capra e di pecora
Misticanza di piatarun, silene, piantaggine e creste di gallo ripassate in padella con un filo d'olio e un piccolo spicchio d'aglio, una manciata di tarassaco bollito. Frullato il tutto con 200 gr. di ricotta di capra, un pizzico di pepe e ho aggiunto una grattuggiata di ricotta dura di pecora dentro e fuori.



Ho poi impacchettato e riposto il tutto nelle pirofile, inumidito un pochino con acqua (precisamente ho spruzzato sulle crespelle con lo spruzzino delle piante!) ed infornato a 180° per 30 min. circa. Non ho scattato foto dopo averle scaldate in forno, vi posso testimoniare che la tometta ha fatto la sua parte scioglendosi, mentre la ricotta dura si è dorata ed è rimasta a filetti esattamente come la vedete qui  : (
La ricotta di capra, la toma e le uova provengono da questa cascina.
Questo piatto sperimentale l'ho condiviso con il compare e con una splendida coppia di amici, amanti della buona tavola, delle erbe e di molto altro ancora...

venerdì 17 maggio 2013

Fragole con crema al latte di mandorle e pinoli


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Le ricette di salutiamoci , qui potete trovare tante informazioni utili e la raccolta di un intero anno di fantastiche ricette!


Il blog ospitante di questa puntata dedicata alle fragole è il seguente: ricetteveg.

Fino ad ora ho partecipato con dei piatti che erano in linea con il mio modo di mangiare consueto, questa volta mi sono davvero "messa in gioco", ho dovuto confrontarmi con ingredienti nuovi e mai usati. Penso di essere entrata così nel vivo del gioco, quello di sperimentare, prendere confidenza con un altro modo di cucinare e tentare nuovi abbinamenti.
Preparo saltuariamente i dolci, solitamente quelli tradizionali, con qualche variante più leggera e qualche eperimento ma niente più. Oltretutto non preparo mai dolci al cucchiaio e quindi mi sono messa a fare una cosa che non avevo mai fatto con ingredienti mai provati prima, alla fine è andata bene. Per la gioia del compare che adora le fragole.


Ingredienti:
500 gr. di fragole
180 gr. mandorle pelate
20 gr. di pinoli + 2 cucch. per la decorazione

(1 lt. di acqua)

50 gr. di farina grano tenero tipo 2
4 cucch. di succo di mela concentrato new ( ingrediente che ho sperimentato)
3 cucch. di farina di carrube               new (         "          "    "            "         )

La sera prima ho messo a bagno le mandorle e i pinoli in 200 dl. di acqua, al mattino ho aggiunto altri 800 dl. di acqua, frullato e filtrato. Non ho aggiunto sale e devo dire che il pinolo gli da quel gustino in più, mi pare non ce ne sia bisogno.
Se volete delle perfette istruzioni per fare il latte di mandorle, vi consiglio quelle del  ravanello curioso (e simpatico). Altrimenti potrete comprarlo già fatto, ma vi perderete il tocco del pinolo! Molto buono questo latte, un semplice frullatino di questo con le fragole sarà buonissimo, penso che lo proverò.


Per la crema: porre la farina in pentola e tostarla leggermente, aggiungere a poco a poco il latte, ottenuta una crema densa unire la farina di carruba e il restante latte. Rigirare sul fuoco fino a quando bolle e cuocere per cinque minuti. Spegnere, unire due cucchiai di succo di mela concentrato. Sul barattolo dell'addensante alla carruba, consigliavano la dose di 2 cucchiaini per 0,51 Lt. quindi avrei potuto aggiungerne ancora uno, ma non conoscendo l'effetto ho preferito essere cauta dato che volevo ottenere una consistenza da crema e non da budino.
Preparare le fragole a tocchetti e condirle con i restanti 2 cucch. di succo di mela conc., tenere da parte le fragole più belline per la decorazione. Io ho dovuto scegliere le più belle ed anche fotogeniche...ma ho beccato un cestino di fragole scompigliate e stravaganti, un po' deformi e ho dovuto fare una bella cernita! 
Disporre qualche cucchiaio di fragole nei bicchieri, coprire con la crema e decorare con le fragole belle e i pinoli precedentemente tostati.
Con queste dosi potrete ottenere 6 bicchieri di fragole con crema al latte di mandorle e pinoli. Ops, pare che il sesto si sia perso per strada ; )


L'Albero delle Fragole





martedì 14 maggio 2013

Tagliatelle...al ragù



Non ho mai fato il ragù in vita mia, è così. Sarà il mio antico odio per la carne trita, che ho utilizzato in altre preparazioni almeno 2 volte in tutto (!), sarà che noi di casa alla carne non ci pensiamo più di tanto, sarà che ti capita di mangiarlo a volte in giro e va bene così. Fatto sta che ad oggi non ho mai avuto l'ispirazione e non l'ho mai preparato.
Un bel giorno la nostra cara vicina di casa, Graziella, l'ha saputo...eh, le voci girano...e, impietosita e rattristata dal fatto che ho lasciato per anni il mio compare, scondito dal re dei sughi all'italiana, boloGneise per la precisione, ci dice: " vi farò il ragù!". Ed io allora rilancio " allora io faccio le tagliatelle!". Ha inizio la sfida. La sfida, sì, quella di trovare un fine settimana libero per entrambe le famiglie e, si sa, non è cosa da poco.
Ci siamo accordati per un sabato di fine aprile.

Mi alzo di buona lena, rispetto ai miei ritmi del sabato, e preparo il tutto: 
Farina di grano duro tipo 0 gr. 400
Farina di grano tenero tipo 2 gr. 300
Uova 7
un goccio di olio Evo
Ovetto Timer
Quest'ultimo "ingrediente", il timer, è stato fondamentale per la realizzazione dell'impasto. Mi sono detta, ma una volta tanto che faccio le tagliatelle, facciamole per bene e non a casaccio. Le ho preparate tante volte, ultimamente in modo saltuario e chissà da quanti anni non riguardo la ricetta. Così ho riaperto i libri e leggo una cosa fondamentale: l'impasto va lavorato 15 minuti. E, chi se lo ricordava. Mettevo insieme gli ingredienti per bene e poco più...ecco cosa fa la differenza!
Sbatto le uova con la forchetta, incorporo la farina a poco a poco e quando il tutto è amalgamato, carico l'ovetto timer e si parte, via di braccia! Un bell'esercizio per le mani e per le braccia, ne ho bisogno... ho un impasto si soli 7 etti di farina ed è già un bello sforzo, mentre impasto penso a quelle grandi famiglie di una volta, a quelle donne che facevano impasti per tante persone e li stendevano anche a mano. Penso con ammirazione alla forza che dovevano avere...a tutto il carico di lavoro manuale. Chissà che braccioni, e certo i ragazzi erano più obbedienti allora, uno sganassone te lo ricordavi a vita! Drrrrrrrrriiiiiiiiin! Basta con le divagazioni, l'impasto è pronto:

Lo lascio riposare per mezzora, mentre appronto il necessario per la fase 2, come vedete la mitica Imperia mi aspetta. Fare la sfoglia a mano non è solo una questione di forza, ma di abilità, cosa per la quale non mi sono mai messa alla prova. Preferisco non perdermi in tentativi. La stesura fila liscia liscia, la lavorazione prolungata ha funzionato: 


Qui  il particolare delle tagliatelle, leggermente integrali. Dopo l'esperienza dell'impasto di capodanno, questo, ho preferito comprare un grano duro non integrale, sia per evitarmi le difficoltà sia per andare incontro al gusto più raffinato dei nostri vicini. Mi sembra una buona soluzione, il risultato soddisfacente sia per la resa che per il palato. Pronte le tagliatelle, le abbiamo portate nella casa vicina, dove ci attendeva una bella tavolata imbandita, degli ottimi antipasti e lui, il co-protagonista:
Il Ragù di Graziella:

Il Ragù!

L'incontro tra i due


 Per ora non riporto la ricetta del sugo, conto di poter riaggiornare un giorno questo post con il contributo diretto della cuoca ; )
Dopo il generoso pranzetto abbiamo fatto due passi. Un componente della nostra famiglia, che era rimasto a casa per motivi logistici, ci ha visti uscire tutti insieme dalla casa di fronte e, dato che adora i nostri vicini, ci ha seguiti!
Guardate qua:



lunedì 13 maggio 2013

Pasta e fave


Una cosetta buona buona, alla veloce veloce...che oggi è lunedì e i ritmi sono quelli che sono. Dopo uno splendido fine settimana di sole, sono ancora sintonizzata ai ritmi della natura e non a quelli lavorativi, computer annesso. E anche se questo del blog è un giochetto rilassante e divertente, si svolge pur sempre sullo schermo.
Come dicevo nel post precedente, adoro i legumi freschi ed approfitto della breve stagione, anche questa volta ho condito con della santoreggia che ora è meravigliosamente fiorita, in primo piano.

Ingredienti:
Kg. 1,300 di fave fresche col baccello
250 gr. di pasta, formato maccheroni
2 cipolle bianche fresche
1 spicchio d'aglio
1 pezzetto di ricotta dura al forno questa (al suo posto il pecorino sarà perfetto)
santoreggia q.b.

Sgranare le fave, quest'operazione non è così veloce, ma neanche così ostica come si può pensare, in un quarto d'ora si risolve. Le fave che ho ricavato sono meno della metà del peso coi baccelli, poco più di mezzo chilo, le ho usate tutte e le abbiamo mangiate tutte con quel quantitativo di pasta. Tendo sempre a fare una montagna di verdure insieme al cereale di turno, quindi anche con la pasta. Sono dosi piuttosto abbondanti, ma solitamente si tratta del nostro "piatto unico", preceduto da un insalata fresca.
Soffriggere aglio e le cipolle in olio Evo e qualche rametto di santoreggia, aggiungere le fave, lasciar insaporire e cuocere circa 20min. con mezzo bicchiere d'acqua. A fine cottura frullare una parte delle fave, circa un terzo. Far saltare i maccheroni nella padellata di fave, spargere 4 cucchiaiate di formaggio, un filo d'olio, qualche altra foglia e fiore di santoreggia.

venerdì 10 maggio 2013

Riso e piselli



La generosità della primavera, dei suoi profumi e dei suoi sapori, quanto ci offre! Adoro i legumi in genere e trovo che quelli freschi siano una vera delizia, quindi ne approfitto più che posso, a costo di sgranarli di notte ; )
Questa volta era ancora giorno:


anche se immancabilmente si è fatto tardi:


 Ingredienti:

700 gr piselli da sgusciare
250 riso integtale originario
1 spicchio d'aglio
1 cipolla bianca novella
4 cucch. di salsa di pomodoro
qualche ciuffo di santoreggia

Cuocere il riso con acqua corrispondente al doppio del suo volume. Questo è un riso piccolo, tipico da minestre, l'ho voluto assaggiare asciutto. Pur essendo integrale cuoce in 20 / 25 min. massimo. Bisogna fare attenzione: io devo fare attenzione! 
L'altra sera l'ho messo in pentola e sono tornata a vedermi un film ed alla fine ho trovato un ammasso papposo, naturalmente ne è conseguito un riciclo, ve lo racconterò prossimamente. Soffriggere la cipolla e l'aglio in olio evo con qualche rametto di santoreggia, aggiungere i piselli salare e coprire in modo che rilascino un po' d'acqua, quando si asciugano coprire a filo con acqua e lasciare scoperti, infine aggiungere la salsa e lasciare sul fuoco ancora 5 min. circa, condire con altra santoreggia. 


giovedì 9 maggio 2013

Boccioli di tarassaco



Eh, se ve lo dicevo prima! Che adesso i boccioli di tarassaco non li trovate più, si sono trasformati e volatilizzati...



Lavare i boccioli, metterli in un padellino ricoprendo di 2/3 di aceto e 1/3 di acqua e 1 pz. di sale, lasciar bollire 5 minuti circa, scolare, lasciar raffreddare e condire con abbondante olio Evo.

Questo è uno stuzzichino sfizioso, si può abbinare ad antipasti di vario tipo. Ha un gusto dolce-amaro. Che gusto è quello dolce-amaro? Esattamente quello dei boccioli di tarassaco!
La fase più lunga della ricetta è la raccolta dei boccioli, dato che sono piccini, ma non così difficile dato che il tarassaco è molto diffuso e che in un'unica piantina troverete numerosi boccioli, da razziare...


Zuppetta alla silene

Zuppetta alla silene
2 patate medie
1 manciata di silene
1 cipolla bianca
1 rametto di sedano con le foglie
1 cucch. di dado vegetale di zia Mariateresa

Mettere le patate, le cipolle, il sedano a tocchetti nell'acuqa e cuocere per una ventina di minuti, schiacciare qualche pezzo di patata per dare un po' di consistenza al brodo e aggiungere le foglie di silene, cuocere un paio di minuti e servire con un goccio di olio Evo a piacere.

Questa è il classico piatto da dopo-abbuffata. Al rientro da un pranzo "serio" di solito preparo una minestrina (una buona minestrina, eh!) o una zuppetta leggera, brodosa. Tanto per non andare a letto senza cena, mettere qualcosa di caldo nello stomaco e "sgurare" un po' le tubature interne.
Qui poi si potrebbe aprire una parentesi sul concetto di abbuffata, di pranzo "normale" e via dicendo. Sta di fatto che ultimamente, anche se non ho esagerato nel vero senso della parola, anche se spesso ho la fortuna di mangiare alimenti di qualità e ben preparati, mi saturo a breve. Sì certo l'età...avanza, eh mica può essere diverso, eppure... Chi non ha mai pranzato con degli ultraosettantenni (o anche ottantenni) che prendono da tutte le portate senza perdere un colpo, e mai che ci sia una cosa che non mangiano ...questo non posso, questo non lo digerisco, mai sentiti, sono intollerante, vocabolo sconosciuto ai nostri protagonisti, gli arzilletti si mangiano tutto! Mentre gli amici più giovani, dopo i 30 una cosa no va più giù, dopo i 40 un'altra e ai 50 chilosà. Sarà una cosa generazionale? Sarà che non si nasce più con gli stomaci di una volta? o sarà come siamo cresciuti? Passando dagli omogenizzati alle merendine, dalle bibite ai gelati puffo e via verso il variegato mondo del gusto omologato, colorato EEE conservato? Chissà...

lunedì 6 maggio 2013

Riso rosso con erbe spontanee e porro




Il mese di Aprile è volato via in un soffio. Sono stata assente nell'ultimo periodo, fisicamente solo un paio di giorni, tangibilmente dal web molto di più. 
Così come mi era già successo in precedenza, ho accumulato un bel po' di ricette e preparazioni da postare. Ho la tendenza a fotografare una larga parte di ciò che preparo, a volte non sono neanche ricette vere e proprie,  solo idee, cose assemblate. Mi sembra di dover raccontare anche le cose più semplici, come a voler chiarire ciò che mi piace, quello che cucino e che mangio in prevalenza, come un'ansia da "presentazione". 
Penso che questo faccia parte della fase iniziale blog e magari un domani sarò più selettiva. E dico magari, visto che la cucina che apprezzo di più è proprio quella genuina. Per motivi di tempo devo optare anche per piatti veloci e quel che rimane è qualcosa di essenziale, come questo riso alle erbe.

250 gr. di riso rosso Sant'Eusebio Cascinacanta 
400/500 gr. di misto di erbe del prato (mi ricordassi una volta di pesarle!)
1 porro intero parte verde e bianca
2 cucch dado vegetale autoprodotto
Olio Evo q.b.

Cuocere il riso con l'acqua equivalente al doppio del suo volume e un pizzico di sale
A parte soffriggere il porro per qualche minuto, aggiungere il misto di erbe tagliuzzate, rigirare, salare leggermente e coprire in modo che le erbe cuociano con la loro acqua. Quelle che ho raccolto erano piuttosto piccole e tenere, quindi non ho cotto a lungo.
Quando il riso è cotto unirlo al misto erbe con porro e rigirare sul fuoco per qualche istante.
Il misto di erbe che ho trovato e raccolto era composto in prevalenza da Creste di gallo o Scabiosa, in minor parte da Piantaggine e Silene.

Qui sotto un classico: insalata di tarassaco e uova sode che abbiamo mangiato come antipasto. Abbiamo fatto una bella scorpacciata di tarassaco quest'anno, dalle nostre parti è spuntato tardi ma è rimasto a lungo piccolo e tenero, davvero ottimo. Al centro della foto c'è un ciuffo di valeriana solitario.