martedì 30 luglio 2013

Penne di farro al Buon Enrico




Dopo una bella passeggiata, una cena con gli amici gitanti per assaggiare insieme lo Spinacio del Buon Enrico, raccolto nel tragitto.
Tutto così semplice e perfetto: cucino, bloggocammino in montagna. Bah, non credeteci!
Una persona che vede il blog potrebbe avere l'impressione che tutto questo sia facile, come un bicchiere d'acqua. A volte lo schermo crea questo sfasamento, è una facciata ed è facile per chi la vede dimenticare cosa può celarsi dietro. 
Non vorrei che si pensasse che io sia una specie di "fasotutomì", ci tengo ad affermare che sono un fagiolino come tanti: cucino come posso, bloggo quando posso e cammino, forse forse se ce la faccio. Questa è la verità.
La proposta del capo-gita, il mio compare, era quella di fare una gita semplice, per tutti, non troppo faticosa. Siamo partiti con una coppia di amici per questa passeggiata in montagna nella Valle di Gressoney, una delle mie preferite... non che avessimo camminato così tanto, sarà il caldo, sarà un residuo di tosse che mi portavo dietro ma mi sono ritrovata ad un tratto affaticata e senza fiato, così ho inscenato una protestata ufficiale al capo-gita che, secondo me, non aveva tenuto fede alla sua promessa: basta, stop! Non ce la faccio più! Non so a cosa sia servito, forse a disperdere ulteriore fiato. 
Di fatto, dopo lo sfogo, un po' mogia, un pezzo per volta come un somarello ce l'ho fatta a proseguire fino alla meta ed anche a ritornare, con calma, senza avere più crisi. 
Sostenuta dalla bella compagnia e sospinta a continuare grazie alle sorprese del bosco: le erbe da raccogliere e fotografare.
Morale: l'apparenza inganna... ma non sempre, il Buon Enrico è davvero buono!




Penne di farro al Buon Enrico
500 gr. di penne di farro
Spinacio del Buon Enrico q.b.
12 noci
2 cipollotti rossi
Olio Evo
Pepe

Saltare i cipollotti in padella con l'olio, aggiungere il Buon Enrico tagliato grossolanamente, oppure tagliato anche meglio se preferite ; ). Cuocere per poco più di 5 min.
Far sgusciare le noci durissime ai gentili ospiti e tritarle nell'apposito aggeggio, unire qualche cucchiaio di acqua di cottura fino ad ottenere una crema.
Rigirare la pasta nella verdura e mantecare con la crema di noci, pepe se piace.


Passeggiando, l'incontro con uno splendido Sorbo monumentale: 

Sorbole, che  Sorbo!

Particolare dei fiori

La Targa

Cartolina con Sorbo

venerdì 26 luglio 2013

Lasagna di zucchine con scamorza



Come vi avevo anticipato in questo periodo mi nutro prevalentemente di zucchine, cerco di acconciarle in modi via via diversi. Si da il caso che nell'occasione che vado a descrivervi, avessi tra le mani delle zucchine grandicelle e, guarda un po' la fortuna, in frigo c'era una scamorza affumicata e sulla mensola dei pomodori datterini.  Praticamente in casa non c'era molto altro, quindi non ho dovuto riflettere o selezionare, non mi restava altro che pensare a come assemblare il tutto ed è venuta fuori questa così qui, una pseudo lasagnona di sole verdure e formaggio.

Ingredienti:
4 zucchine grandi
pomodori datterini, una dozzina
1 scamorza affumicata 
(la mia era senza conservanti ed affumicata naturalmente, marca del supercooperativo, leggete le etichette perché tante volte nelle scamorze ci sono un sacco di schifezze!)
cipollotti con tanto verde
origano
olio Evo leggermente piccante, acconciato da me
pepe

Tagliare le zucchine a metà a poi per il lungo dello spessore di 5mm circa, stenderle sulla leccarda con la carta forno e cuocere in forno per 5/6 min. per lato, ho dovuto fare 2 infornate. In questo modo cuocio melanzane e zucchine e le altre verdure, sostituendo la cottura alla griglia, lo trovo pratico e veloce. Non ci saranno le righette nere della griglia, ma questo mi pare sia un vantaggio, almeno dal punto della salute. Una volta pronte le zucchine, i pomodorini e i cipollotti tagliati a rondelle, si passa all'assemblaggio: un goccio d'olio nella teglia, zucchine, qualche ciuffo di cipollotto e qualche pomodorino, la scamorza tagliata molto sottile distribuita qua e là e una spolverata di origano, ripetere gli strati. 
Un giro d'olio a metà teglia e sopra, ho salato pochissimo ed ho abbondato con il pepe, che con il cacio ci sta bene e pure con la scamorza. Noi ce la siamo spazzolata tutta!
La preparazione non richiede molto tempo, malgrado ciò alla fine si è fatto tardi quindi non ho potuto approfittare della luce estiva sul terrazzo e ho fatto le foto all'interno con la lampada che spara la luce sul piatto come si vede dalle grandi ombre bruttarelle. 
Un giorno documenterò anche il setting fotografico serale della blogger disperata.
Buon finesettimana, io sono molto felice che avrò una visita GRADITISSIMA!



giovedì 25 luglio 2013

Mini involtini di borragine e ricotta di capra





Questa è la classica cosina che si prepara servendosi di quello che si ha a disposizione, nel mio caso le rigogliose piante di borragine che infestano l'orto allegramente e puntualmente finiscono in padella. Mi sono decisa a raccogliere le foglie più grandi e ad utilizzarle per questo antipasto caldo e sfizioso. Se non avete a disposizione la borragine, potreste provare con delle foglie di lattuga o con delle bietole. 
Nel vicino canavese, si preparano i "capunet", degli involtini fatti con le foglie di cavolo e il ripieno di carne. Ne ho già provata una versione vegetariana, quel ripieno però era un po' diverso da quello che propongo per la borragine. Questo qui mi sembra più estivo, direi tendente al ligure... ma chi lo sa forse sarebbe buono anche col cavolo?


Ingredienti:
Ricotta di capra
Pomodori secchi
Funghi secchi
Pinoli




Sbollentare le foglie di borragine, tritare i pomodori secchi con i funghi precedentemente ammollati e qualche foglia di borragine cotta, mescolare il trito e i pinoli con la ricotta, riempire le foglie e richiudere. Data l'esigua quantità non ho annotato le dosi, a occhio e manciate si può fare. Per lo stesso motivo non mi sembrava il caso di accendere il forno, così ho accomodato i micro involtini o capunet in padella con un goccio d'olio Evo e li ho fatti andare a fuoco basso con lo spargifiamma e il coperchio, metodo che adotto spesso in sostituzione al forno.  
Come vedete sotto, in padella si sono un po' aperti, li ho riempiti per benino e forse ho esagerato un po' ; )



martedì 23 luglio 2013

Insalata di zucchine e alghe hijiki:



E' con somma emozione e partecipazione che vi presento la protagonista della nostra tavola: la zucchina!
Bello avere l'orto e quest'anno possiamo dire che sta andando benone, grazie ad un'estate degna di questo nome, con temperature piacevolmente calde. Chi ha un orto lo sa, quando è tempo di zucchine, ci si trova a raccoglierne e mangiarne ogni giorno.
Il vantaggio è che la zucchina è estremamente duttile, si può abbinare con pesce, formaggio, legumi ed altre verdure, sta bene con la pasta, riso e cereali, nelle torte salate e recentemente c'è anche chi l'ha utilizzata in torte dolci, cosa si vuole di più? 
Dunque non stupitevi se con questo post do inizio alla serie "zucchina" e vi perseguiterò con alcune delle mie preparazioni con la docile cucurbitacea.
Questa è un'insalata preparata come antipasto qualche tempo fa, con le prime zucchine piccole e tenere, l'ho abbinata con le alghe che ho lì nella dispensa della serie: le uso non le uso, come, quando e dove le uso? ... ogni tanto mi piglia il guizzo e ci provo. 
Il risultato non è male, ci è piaciuto.

Ingredienti:
3 zucchine piccole
1 manciata di alghe hijiki
2 cucch. di olive verdi siciliane
3 cucch. di succo di limone
olio Evo
Mettere in ammollo le alghe per 15 minuti, scolarle e sbollentarle 10 minuti con acqua nuova, nel frattempo tagliare le zucchine come faceva il buon Julien e le olive a tocchetti, condire con limone e olio. 
Il sale non è necessario dato che le alghe ne contengono già e così le olive in salamoia ; )
Avevo pensato anche di mettere la salsa umeboshi, ma ho evitato dato che anche questa è salata. 
Lungi da me di voler fare la nutrizionista denoantri come si dice, vorrei solo sottolineare che le alghe hijiki, oltre ad essere una buona fonte di calcio, contengono ferro quindi non omettete di condire con il limone che ne faciliterà l'assorbimento. 



N.B. Ad afferrare con le bacchette me la cavicchio, in questo caso la difficoltà consisteva nell'afferrare con la mano sinistra e scattare con la destra, equilibrio precario, ma in un secondo si è risolto, magia della fotografia.

venerdì 19 luglio 2013

Erbario





Con questo piccolo erbario personale, mi propongo di raccogliere le ricette inerenti alle erbe aromatiche ed erbe selvatiche sia coltivate sia spontanee. Aggiornerò di volta in volta la pagina con le nuove ricette e con altre foto. Le immagini sono al puro scopo dimostrativo e non si propongono come sostituti di un vero e proprio "erbario",  per questo potrete trovare diverse pubblicazioni curate da specialisti.
Avvertenze!
Per raccogliere le erbe spontanee è necessaria l'esperienza "sul campo", non bastano le fotografie di un libro! Meglio imparare a riconoscerle con sicurezza, dato che alcune erbe spontanee sono velenose. E' di alcuni giorni fa un episodio di intossicazione grave avvenuto a Torino ( vedi articolo ).

Anni fa ho partecipato ad una serie di incontri di "raccolta erbe" tenuto dalle mie parti da un'erborista e da allora ho continuato a raccoglierle, ho conosciuto persone che me ne hanno mostrate altre ed ho così integrato la mia conoscenza, pur avendone ancora molte da imparare. Vedo che questo tipi di corsi sono proposti un po' ovunque quindi, se siete interessati ma ancora "a digiuno di erbe selvatiche", vi consiglio di prenderne parte, di solito sono giornate piacevoli e rilassanti. Considerate di fare la vostra passeggiata di raccolta erbe nella zona nella quale andrete a raccoglierle, in aree diverse anche lo stesso tipo di erba può variare un pochino traendo in inganno i meno esperti.

Quando raccogliete le erbe, non vi affidate solo al senso della vista. Siamo così abituati ad usarla in prevalenza. Portando attenzione si portrà trasformare il momento della raccolta in un esercizio sensoriale:  i cinque sensi vi saranno d'aiuto.
La vista per adocchiare l'erba e confrontarla con il vostro manuale, valutarne forma, tonalità e luminosità del coloreil tatto quando l'avrete tra le mani per sentirne la consistenza, ruvida spessa liscia pelosa etc.;  l'olfatto per riconoscerne il profumo, l'odore tipico acre, pungente, dolce, aromatico, etc. l'udito, ebbene sì, a volte anche l'udito. Ad esempio, se si passa tra le mani un ciuffo di silene si sentirà un rumore, uno sfrigolio che non vi lascierà dubbi sul fatto che abbiate trovato proprio quest'erba.
Infine, quando siete sicuri della vostra raccolta, potrete avvalervi naturalmente del senso del gusto per assaggiarle!

 
Aglio orsino (allium ursinum)
Aglio orsino: preparazione n. 1


Alliaria alliaria petiolata
Alliaria: preparazione n.  1

Alloro: preparazione n. 1 2


Ajucca phyteuma betonicifolium

Ajucca gigante con macchia nera
Ajucca con bocciolo commestibile
Ajucca: preparazione n. 1  2  3 4


Basilico: preparazione n. 1

 
Borragine fiorita








Borragine borago officinalis











Borragine: preparazione n. 1  2  3  4 5


Spinacio del buon Enrico chenopodium bonus Henricus
Buon Enrico: preparazione n. 1


Erba cipollina in fiore allium schoenoprasum
Erba Cipollina: preparazione n.1


Creste di gallo o vedovelle selvatiche knautia arvensis
Creste di gallo: preparazione n. 1, 2, 3


Dragoncello artemisia dracunculus
Dragoncello: preparazione n. 1 2

Finocchietto selvatico foeniculum vulgare
Finocchietto selvatico: preparazione n. 1 2 3


Levistico levisticum officinale
Levistico gigante con mano
Levistico o Sedano di montagna: preparazione n.


Malva malva silvestris
Malva: preparazione n. 1

Luppolo: preparazione n. 1

Ortica: preparazione n. 1


Piattello hypochoeris radicata
Piattello: preparazione n. 1, 2

Piantaggine: preparazione n. 1 2

Prezzemolo: preparazione n. 1 2 3


Rosmarino rosmarinus officinalis
Rosmarino: preparazione n. 1 2 3 4 5

Rosolaccio: preparazione n. 1


Rucola eruca sativa
Rucola: preparazione n. 1 2 3

Salvia salvia officinalis




















Salvia: preparazione n. 1 2 3

Santoreggia satureja hortensis  o montana ?









Santoreggia satureja hortensis  o montana ?









Santoreggia: preparazione n. 123 , 45  6  7  8


Silene silene vulgaris o italica
Silene: preparazione n.12 3 4 5

Tarassaco: preparazione n. 1 2

Timo fiorito thimus vulgaris

Timo: preparazione n. 1 2 3

Verbena odorosa Alloysia citriodora o Lippia citriodora

Verbena odorosa: preparazione n. 1,

giovedì 18 luglio 2013

Colazione a sorpresa



Una colazione speciale, grazie alla natura che ci ha donato queste belle fragoline profumate. Come dicevo un allegro gruppetto di fragoline di bosco ha deciso spontaneamente di stabilirsi nel nostro giardino, così una bella mattina abbiamo raccolto questi meravigliosi frutti e li abbiamo gustati con gioia e gratitudine. Eh sì, sono fortunata. 
Non per nulla mi chiamo Cincia del bosco: il bosco è proprio attaccato a casa.
L'altro mese, dopo aver spento la luce per andare a dormire, ho visto le lucciole illuminarsi nel bosco in ombra, gli alberi risplendevano di lucine che brillavano in alternanza, come un inaspettato addobbo natalizio, grande e vivace. 
Naturalmente preferisco di gran lunga questo spettacolo ad un albero addobbato per Natale, gli addobbi non sono mai stati la mia passione...questo è un altro discorso... in piena estate, come mi viene in mente di parlare di alberi natalizi???

Tartine alle fragoline di bosco
Ingredienti:
1 ciotola di fragoline di bosco
2 cucchiai di ricotta di capra
2 cucchiai di yogurt greco
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di zucchero
biscotti Pain Crûte integrali q.b.

Mescolare ricotta e yogurt con il miele, zuccherare le fragoline (avrei messo il miele, ma quello che ho aperto è denso, avevo paura di rompere le fragole). Distribuire la miscela cremosa e le fragoline sui biscotti e voilà, la colazione speciale è pronta.
Questi biscotti mi piacciono perché non sono molto dolci, sono panosi, come dice il nome. Sono tra i 2 o 3 biscotti confezionati che entrano in casa. La selezione avviene escludendo in modo categorico: aromi, oli vegetali, sciroppo di glucosio, altre varie ed eventuali. 
La regola è che bastano 4 o 5 ingredienti, anche meno, per fare un biscotto e se l'elenco si dilunga c'è qualcosa che non va. Non è il caso di fare un lungo elenco dei "no", se ci farete caso basta escludere gli aromi per lasciare sugli scaffali la maggior parte dei prodotti. Quando passate agli oli vegetali, palma per primo, ne escluderete parecchi, tra questi quasi tutti i Bio venduti a caro prezzo, tante volte poco apprezzabili per il gusto, oltre che per le materie prime. Alla fine si salvano 2 o 3 marche e non tutti i tipi di biscotti che queste producono.
Di certo è meglio farseli, a volte ci provo, ma non riesco per ora a tenere il ritmo, ad avere una produzione continuativa, me lo propongo sicuramente per un futuro non troppo prossimo...vi farò sapere.



martedì 16 luglio 2013

Al Bocchetto Sessera






distesa di narcisi




narcisi mossi dal vento





giungendo al crinale 

in cima






cielo nero nelle valli attorno



l'altro lato del crinale

verso il cielo azzurro


Questa breve passeggiata l'abbiamo fatta il 9 di giugno, è passato oltre un mese, questo non giustifica la numerosissima presenza dei bei narcisi. Di solito una distesa così la potreste trovare ad aprile, inizio maggio. 
Non vorrei dilungarmi sull'assenza delle mezze stagioni o più appropriatamente sullo scompiglio totale della stagionalità, così è. Stupore e meraviglia e vai con la macchinetta fotografica, loro, i fiori, erano felicissimi di questo, non per niente son Narcisi!
Eravamo partiti in moto per andare in Valle Cervo, dato il cielo nero abbiamo deviato verso il Bocchetto Sessera sfuggendo ai temporali che imperversavano sulle valli intorno. Ci è andata bene, abbiamo passeggiato, mangiato all'aperto e dopo abbiamo proseguito in moto sulla strada panoramica dal Bocchetto Sessera alla Valle dei Rododendri di Trivero (BI), senza prendere una goccia d'acqua, fortunelli.
In Valle Cervo ci siamo stati questa domenica. Dalla faggeta il sentiero si inoltra in un vero e proprio giardino di montagna: orchidee, gigli selvatici, rosa canina e gigli martagone. Una quantità di gigli martagone incredibile, non ne abbiamo mai visti tanti in una volta sola! Dovreste credermi sulla parola, non ho fatto nemmeno una foto...lasciato a casa la macchina fotografica. Questa domenica ero piacevolmente svagata, con la voglia di sgranchirmi un po' le gambe grazie alla passeggiata non troppo lunga e di prendermi una sosta molto lunga su di un comodissimo prato panoramico a leggere, alla fotografia non ci ho nemmeno pensato. 
Va bene così, anzi, va benissimo, le cose vanno fatte con piacere.
La bellezza evanescente di un fiore si gode in sé, quando lo si vede. 

E dopo la bella gita, un meritato piatto di pasta:

Penne integrali con melanzane, zucchine e carote con curry e ricotta di capra:



Ingredienti:
250 gr. penne integrali
2 carote
2 melanzane
2 zucchine
2 cucch. di ricotta di capra
1 spicchio d'aglio
curry q.b.
Olio Evo

Tagliare la verdure a tocchetti. Soffriggere l'aglio nell'olio, aggiungere un cucchiaio di curry e, quando l'olio è caldo, le carote. Cuocere qualche minuto, aggiungere le melanzane e salare (io sempre poco), coprire qualche istante in modo che le melanzane diventino umide e restituiscano l'olio che di solito assorbono con ingordigia. Passati 5 min. aggiungere le zucchine a pentola scoperta e cuocere per altri 5 minuti. In una ciotola amalgamare la ricotta con un mestolo di acqua di cottura della pasta (la quale, anche se non l'ho detto, nel frattempo sta cuocendo) ed eventualmente infierire con il curry come ho fatto io. Scolare la pasta al dente, rigirarla per bene con le verdure a fuoco vivo, spegnere ed aggiungere la crema di ricotta mantecando il tutto.