mercoledì 29 gennaio 2014

Filetti di trota all'arancia con pistacchi di Bronte


Questo lo posto al volo. Avrei avuto altre idee, quelle non mancano, ma non ce l'ho proprio fatta, questo mese arrivo all'ultimo. Non potevo rinunciare ad almeno una ricetta per Salutiamoci di questo mese, protagonisti gli agrumi. 
Il blog ospitante è girovegandoincucina di Katiuscia, vi accoglierà con una splendida foto dei protagonisti ed un nutrito elenco di ricette già trasmesse da cuoche più solerti di me.



Ogni anno d'inverno mi rifornisco dai mitici "siciliani quelli delle arance" che consegnano una volta al mese arance ed altre leccornie locali, anche i pistacchi li ho acquistati da loro, ho riunito entrambi gli ingredienti in questo piatto. Le arance sono dolcissime, solitamente di qualità "navel", ho quindi aggiunto il succo di mezzo limone per dare il tocco agro necessario, per me.

Ingredienti:
 4 filetti di trota iridea
 1 arancia
 1/2 limone 
30 gr. di pistacchi di bronte tritati
 2 cucch. di farina tipo 2
Olio Evo e sale integrale q.b.
Tutti gli ingredienti sono BIO pesce incluso

In una padella larga scaldare l'olio Evo ed appoggiare i filetti dalla parte senza pelle per 2 min. a fuoco vivo, rigirarli delicatamente ed abbassare la fiamma. Mischiare la farina con i i pistacchi tritati (così la farina non farà grumi) e distribuire il tutto sui filetti, sfumare con il succo dell'arancia e del mezzo limone, salare. Dopo pochi minuti il succo si trasforma in crema ed i filetti sono pronti.
Li ho serviti con un contorno di finocchi saltati da crudi per una decina di minuti in padella con olio Evo. Ho cosparso con un trito fine di bucce di arancia e limone sia i filetti che i finocchi e mangiato di gusto.

p.s. lo so mancano le foto, rimedierò appena possibile!

martedì 28 gennaio 2014

Torta castagne e ricotta: HAPPY BLOGGY TO YOU!


E' il primo compleanno del blog! 
Me ne accorgo giusto in tempo ed in perfetto stile cincia festeggio con una torta che giace in bozze da qualche tempo, un paio di mesi o più. 
Bene, com'è stata la mia esperienza di una anno?
Ho incontrato virtualmente molte persone ed ho constatato che le emozioni, le simpatie e le affinità scorrono ad alta velocità . Su questa piazza globale del web tante volte non ci si incontra per caso, come succede nella vita.
Ho imparato a misurare gli ingredienti delle cose che faccio ad occhio vd. pasta matta (sono stata anche "lodata" per aver misurato l'acqua!) e a prendere nota quando azzardo preparazioni di testa mia, in modo da poterle migliorare e rifare, questa torta ne è un esempio.
L'esercizio della scrittura non è affar semplice, so di non essere dotata di alcun talento in merito e così imparo, non nel senso di "hai voluto il blog adesso pedali!"...imparo a mettermi alla prova, ad esprimermi, ad aprirmi e mi metto in gioco in un terreno poco esplorato.
Ho ritrovato il gioco delle immagini, pur fatto spesso in velocità, è un rimedio divertente per aggiungere quel pizzico di colore alle mie attività quotidiane.
Ho aperto questo spazio per colloquiare con le tante belle case virtuali che frequentavo da tempo da spettatrice silente. L'intento era di condividere le mie ricette del quotidiano, con qualche eccezione e qualche occasionale ricetta più impegnativa, proprio come succede a casa cincia, mi pare di aver mantenuto fede al mio scopo. 
Il vostro interesse, i commenti e il vostro seguito sono stati assolutamente al di sopra delle aspettative e ve ne sono grata: è stata una bella sorpresa! 

Quali sono i mie propositi per questo secondo anno?
Aggiornare finalmente il mio profilo google, cosa che procrastino e mi dimentico di fare anche perché trovo l'impostazione un po' ostile.
Mettere ordine nelle etichette, esempio alcune torte le ho messe sotto dolci ed altre no, la confusione che ho fatto con la doppia dicitura semi e frutti oleosi e via dicendo.
Dare fondo ai miei biglietti nei libri di cucina ed aggiungere qualche esperimento di ricetta "seria" o "tradizionale" di quelle che non ho mai provato a fare (esempio: il bunet!)
Fare qualche riflessioni in più delle tante cose che mi frullano per la testolina, ma questo vuol dire mettere più parole in fila ovvero...bicicletta e pedalare (vd. sopra). 
Lasciare che arrivino stimoli, suggerimenti, idee, incontri a sorprendermi e coinvolgermi ancora.

Torta castagne e ricotta
Avevo in mente una torta soffice al gusto castagna e non trovavo nessuna ricetta in giro, così ho deciso di provarci partendo dalla ricetta della torta di ricotta. Al primo tentativo è venuta buona ma era ancora un po' troppo compatta, quindi ho aggiunto il latte per ammorbidirla ulteriormente ed il risultato mi ha soddisfatta. Quello che vedete è il secondo tentativo. Ho messo poco zucchero dato che la castagna è già dolce di suo, per me va bene così ma ammetto di non essere proprio un riferimento in merito, vedi commendi a fondo pagina qui.
Bene, se vi trovate della farina di castagne, che vi ricordo sarebbe bene consumare entro l'inizio dell'estate per non rischiare che diventi amara, e non avete voglia del castagnaccio, potreste provare con questa torta soffice.


Ingredienti:
200 gr. ricotta vaccina
150 gr. farina di castagne
  50 gr. di farina di grano integrale (tipo 2)
100 gr. di zucchero di canna chiaro (leggermente vanigliato)
170 gr. di latte
   4 uova
   2 cucchiaini di lievito per torte (bicarbonato e cremor tartaro)


Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la ricotta, versarvi le farine e diluire con il latte,  nell'ultimo goccio di latte sciogliere il lievito e versarlo nell'impasto (così faceva la mia nonna). Montare i bianchi a neve e unirli delicatamente al resto del composto. Cuocere a 180° per 40 min.



venerdì 24 gennaio 2014

Zuppa di farro, zucca e noci e considerazioni sul "mangiare"


Una bella zuppa calda e colorata, una delle tante mangiate in questo periodo. Adatta per sopravvivere ai festeggiamenti ufficiali, agli incontri e alle date che prolungano le festività. Immagino che per tutti il Natale non sia solo il Natale, ma ci sono anche la cena aziendale, la vigilia, il S. Stefano, Capodanno e la Befana, gli amici che vivono lontano e tornano per le feste e non vorrai mica non vederli, quelli che ti invitano perché sono a casa in ferie, i parenti che non vedi da tempo... e le feste si prolungano, (causa compleanno, i festeggiamenti vari si sono protratti fino a oltre metà mese), le mangiate si moltiplicano e ci si ritrova appesantiti. 
Non mi sono ingolfata durante le feste, non avevo nessuna intenzione di cacciarmi nella pesantezza e saturazione tipica degli eccessi, di vivere quella sensazione di disagio e torpore che porta con sé. Parlo proprio dell'insieme del corpo, non del peso in particolare, quello non è mai stata una mia preoccupazione prevalente. Ho la fortuna di essere normopeso e di avere un metabolismo che per ora resiste malgrado alcuni fattori avversi (età oltre gli anta, attività fisica moderata, qualche ormone ipofunzionante), quindi posso permettermi di godermela e di mangiare a sazietà. Dato che la sazietà è un concetto relativo, bisogna fare attenzione, portare ascolto. Ed è proprio qui la chiave, il trucco numero uno. Ad essere sinceri con se stessi, dopo un lauto pranzo natalizio, respirando profondamente con una mano sulla pancia, chi sente davvero il bisogno di cenare? 
Con la stessa attitudine all'ascolto, il giorno della cena con gli amici cena con amici, faccio colazione e per pranzo solo un frutto mangiato durante una bella passeggiata, un cioccolatino che è pur sempre festa e via, così arrivo alla cena con la giusta fame. La cena con gli amici è un'occasione di incontro e condivisione, non per questo deve diventare un'esperienza barocca, meglio optare per menù gustoso e leggero. Facilmente anche gli amici avranno sforato nei pranzi di famiglia e gradiranno la scelta, specialmente se non hanno uno stomaco di ferro.
Ci sono persone che hanno una digestione perfetta, possono mangiare grandi quantità apparentemente senza risentirne (ne conosco poche e pochissime sopra i 30anni), mi rendo conto che per loro il suggerimento di ascoltarsi, di sentire il proprio limite potrebbe essere inefficace. Queste persone fanno attenzione a come mangiano? In pratica mi chiedo gli inossidabili mangioni e golosi inarrestabili come addentano le loro prede? 
In ognuno di noi c'è un mangione goloso, proviamo ad osservare come stiamo mangiando: a morsi lenti, consapevoli, attenti, assaporando e gustando appieno ogni boccone?
Mangiare piano non è facile, a volte mi sorprendo ad aggredire il mio pranzo per poi accorgermi che sono solo foglie di insalata: non c'è bisogno di accanirsi tanto! ...allora rallento. Rallentare vuol dire assaporare, bagnare il cibo con la saliva prima di deglutire e gustare, altra parola chiave. 
Esempio natalizio: ad ogni cucchiaio di crema al mascarpone in più gustato con attenzione corrisponderà un cucchiaio in meno nel piatto e uno in meno ingerito senza nemmeno accorgersene. Sì, perché tante e troppe volte quello che succede è di mandare giù il cibo senza neanche accorgersene, ma allora come diceva il buon Nino Manfredi: "Se non è un piacere, che piacere è?".
In sintesi, vi riporto un breve elenco di come ho fatto a non essere sopraffatta dalle feste e dai bagordi in genere:
-  i giorni senza ospiti o impegni mangiare piatti leggeri, di verdura non troppo conditi (vd. zuppa)
- dopo un lauto pranzo saltare la cena, viceversa in previsione di una cena saltare il pranzo o mangiare un frutto
- nelle cene o pranzi aggiunti non ufficiali optare per ristoranti, menù e pietanze alternative come macrobiotico, vegetariano o vegan, o comunque con offerta di piatti leggeri
- fare camminate all'aria aperta sia in campagna che in città. L'ora di pranzo è il momento ideale per una passeggiata invernale, permette di godersi la luce ed il calore del giorno.
- bere ed offrire tisane per merenda
Le chiavi per agire i precedenti passaggi con naturalezza, intendo senza nessuna costrizione, obbligo o senso di penitenza:
- gustare con più attenzione tutto in particolare i piatti golosi 
- ascoltare la proprie sensazioni e non riempirsi oltre misura




Ingredienti:
500 gr. di zucca nettata
110 gr. di farro 
1 cipolla
6 noci
3 foglie di salvia queste sono secche
1 cucch. dado vegetale buono 
acqua q.b.

Cuocere il farro con il doppio del suo volume d'acqua e un pizzico di sale, per circa mezz'ora o 40 min. (dipende dal tipo di farro), fino a quando avrà assorbito tutta l'acqua.
In un altra pentola mettere la cipolla e la zucca a tocchi grandi in acqua con il dado vegetale, cuocere 20 min., frullare. Versare il farro nella zuppa e cuocere altri 5 min.
Unire in ogni piatto la zuppa, un po' di salvia e le noci tritate grossolanamente nel pestello in modo da averne una parte a tocchi e una parte quasi in farina, che si scioglierà rendendo la zuppa cremosa.

mercoledì 22 gennaio 2014

Biscotti ai fiocchi d'avena e cioccolato


Eh, ma che mi succede? Niente di particolare, una sorta di ritrosia, di indolenza da web, ricette che languono in bozze, foto che sgomitano per essere pubblicate e io impassibile. Come sempre ho accumulato un po' di materiale e come altre volte alla fine arriva il momento della sveglia. (!)
La ricetta di questi biscotti l'ho letta tempo fa sul famosissimo blog del Cavoletto, me la sono appuntata su un post it che ho appeso in cucina su un armadietto, pronta per l'uso...e passano i giorni....il foglio si sbiadisce, la colla non tiene più, il foglio vola via e passano i giorni, quando finalmente uno strano brio mi coglie e la provo. 
Ho aggiunto per l'occasione l'etichetta "Rifatti" che inauguro oggi e spero di ingrandire con le ricette dei tanti altri bigliettini volanti che mi circondano, appunti di idee e meraviglie messe in pratica da colleghe/i blogger.

Ingredienti:
125 gr. fiocchi d'avena
120 gr. di farina (la mia integrale tipo 2)
  50 gr. di zucchero di canna 
(ho una stecca di vaniglia nello zucchero non ne ho aggiunta altra)
100 gr. di zucchero di canna scuro
   1 cucch. di lievito per dolci 
120 gr. di olio Evo
100 gr cioccolato fondente (o solo 80 gr.)
   1 uovo + 1 uovo (fa 2 uova)  
Ho sottolineato quello che ho variato rispetto alla ricetta originale.

Mescolare gli ingredienti secchi, aggiungere olio, il cioccolato grattuggiato grossolanamente e 1 uovo...questo dice l'originale, ma al momento dell'esecuzione mi è sembrato che l'insieme fosse poco amalgamato e mi son detta: "non vorrai rischiare di sprecare tutto questo bendiDio?". Risposta: "no", quindi ho aggiunto un uovo, ed ho composto con il cucchiaio i miei biscotti, infornati a 180° per 15 minuti.
A giudicare dal cioccolato sparpagliatosi in giro, penso che bastino 80gr. di cioccolato come ho scritto tra parentesi. Riproverò con questa dose a breve, non farò passare di nuovo secoli, sono davvero dei buonissimi biscotti! 



venerdì 10 gennaio 2014

Gnocchetti di saraceno panna, salmone e pepe rosa



La mia è stata una pausa a singhiozzo, giorni liberi e giorni lavorati alternati in modo un po' confuso, per quanto anche così mi sono goduta il tempo libero. Quello che più ho apprezzato è stato di condividere più momenti con le persone care, avere l'opportunità di quegli incontri troppe volte rimandati. 
Ed i momenti di svago come quelli nelle immagini sotto.
...sembra che io sia andata su un altro pianeta con un sole dai cento satelliti...
no, è solo che ho fatto le foto col mio telefonino molto ino e poco smart ed ecco il bizzarro risultato. Siamo stati a fare una passeggiata con le racchette da neve in zona Bocchetto Sessera, partendo proprio dal luogo che vedete ritratto qui altri colori, altra stagione.







































Questa è una finta ricetta delle feste, casualmente presentato con candela svedese e tovaglia elegante, è un piatto che ci concediamo qualche volta nelle sere invernali quando rientro tardi.

Ingredienti:
250 gr. di gnocchetti di grano saraceno 
200 gr. di salmone affumicato
150 gr. di panna liquida
1 cucch. di olio Evo
1 spicchio d'aglio
bacche di pepe rosa


Buttare gli gnocchetti in acqua bollente, nel mentre mettere olio, aglio e pepe rosa in padella e scaldare, aggiungervi qualche tocchetto di salmone, solitamente metto le parti esterne quelle più secche, solo un plic per insaporire. Aggiungere la panna e cuocere a fuoco bassissimo 5min., unire il resto del salmone a pezzetti alla fine, in modo che non cuocia e mantenga sapore e consistenza, versarvi la pasta e mantecare.