lunedì 31 marzo 2014

Cipolle ripiene di quinoa con mandorle e rucola


Questo è il post del 31/03/2014, rifatto ora il 12/05/2014, a causa di un'operazione di auto sabotaggio. Come tento di spiegare qui ho fatto sparire il post in oggetto e non mi resta che replicarlo "a memoria".
Erano alcuni anni che non mangiavo la quinoa, l'avevo assaggiata anni fa e poi non l'avevo più acquistata condizionata dalla lettura di un articolo su Internaizonale. Quell'articolo parlava di come la crescente richiesta di quinoa stia cambiando l'ecosistema delle zone di coltivazione e rendendo il prodotto costoso per la popolazione locale. 
Questo lo dico come spunto di riflessione, io sono molto curiosa e mi piace spaziare ed assaggiare i diversi alimenti. In questo caso, dato che non ho problemi con il glutine e posso, da onnivora, attingere ad altre fonti di proteine ed aminoacidi , vi ho rinunciato senza problemi, ma questo riguarda me soltanto. 
Dato che non sono per i diktat e le regole fisse, non appena ho visto che la raccolte di Ricette di Salutiamoci verteva sulla QUINOA sono andata a comprarmene un pacchetto. 
Allora eccomi qui, con questa ricetta ho partecipato il 31/03/14 alla raccolta di Salutiamoci ospitato da Daria del blog Gocce d'aria.






Ingredienti:
  04 cipolle bionde
100 gr. quinoa real ecosolidale
  50 gr. mandorle
  50 gr. di rucola
olio Evo e sale integrale q.b.
Tutti gli ingredienti sono BIO

Bollire le cipolle per circa 15/20 minuti a seconda della grandezza, tagliarle a metà svuotarle lasciando delle coppette di tre strati, coprire il bucchetto con un pezzo di cipolla, come si vede in foto. Passare in padella con un filo d'olio l'interno della cipolla tagliato a tocchetti, aggiungervi le mandorle tritate, lasciandone da parte 2 cucch., la quinoa precedentemente cotta, lasciar insaporire, spegnere e aggiungere la rucola tritata. Riempire le cipolle con questo composto e cospargere con le mandorle rimaste.
Il risultato è un piatto molto nutriente e saziante.

Cipolle in preparazione


La nostra rucola in fiore

Pronte in tavola

mercoledì 19 marzo 2014

Stoccafisso Brandacujun


Perché si perdono le buone abitudini?
un po' per caso, un po' per forza e un po' per distrazione...
Per alcuni anni io e il mio compare eravamo soliti prenderci un giorno o due di ferie verso la metà di febbraio e dirigerci in Liguria, nei pressi di Bordighera. Una piccola fuga dal freddo che solitamente a febbraio è molto intenso qui da noi, ci ritrovavamo a passeggiare in maglietta tra alberi di mimosa in fiore e uno sbocciare di profumi e colori di primavera anticipata. Passeggiate sul lungomare, letture sulla spiaggia e, come no, qualche buona cena con piatti locali e tradizionali. 
La cucina ligure è una cucina che amo molto, è leggera e saporita, si può mangiare tutti i giorni. Questo piatto deriva da questa tradizione, tipicamente della zona del ponente e si ritrova anche in Francia nelle zone limitrofe (che poi, detto tra noi, una volta non erano francesi...). 
La ricetta che ho utilizzato l'ho trovata sul sito di un ristorante, qui
Siamo stati solo una volta in questo ristorante, ci siamo trovati bene, ma nessuno di noi ha mangiato il brandacujun. Ora è qualche anno che la nostra buona abitudine è passata in secondo piano, penso proprio che quando ci torneremo una capatina ad assaggiare il brandacujun originale la faremo. E vi dirò meglio...e magari rifarò anche il piatto e le relative foto, perché questa è proprio triste, grigia, bruttarella e non rende merito ad un piatto semplice gustoso e profumato. 

Ingredienti:
700gr di stoccafisso bollito e nettato (circa 900 da crudo)
500gr. di patate
Olio d'oliva Evo possibilmente da olive taggiasche (ma il mio non lo era, confesso!..però è molto buono)
2 spicchi d'aglio
Prezzemolo
pepe e sale q.b.

Mettere lo stocco a pezzi in una pentola in acqua fredda, quando prenderà il bollore aggiungervi le patate a tocchi, cuocere circa mezz'ora fino a quando le patate saranno morbide. Scolare e lasciare intiepidire. Schiacciare le patate e pulire lo stocco dalle spine sminuzzandolo grossolanamente a mano. Rimettere tutto sul fuoco con aglio, prezzemolo e abbondante olio Evo. E qui viene il bello, ragazzi, si BRANDA! Si chè??? Si BRANDA, voce del verbo BRANDARE... AH, mi pareva. ovvero, ricopio dalla fonte: 
"Rimettere il coperchio alla pentola e per maggiore sicurezza avvolgetelo in un ampio strofinaccio che annoderete. Cominciate allora a BRANDARE  (cioè a muovere la pentola con movimento rotatorio, scuotendola ogni due o tre giri) per il tempo che basta ad amalgamare tutti gli ingredienti ed ottenere un composto omogeneo nel quale si possano tuttavia individuare le patate e lo stoccafisso...completare con una macinata di pepe e olio Evo". Aggiungo una nota: l'olio non deve friggere, qui si deve solo scaldare e mantecare il tutto. E' un piatto dove il gusto del buon olio d'oliva è coprotagonista.
BRANDA l'abbiamo capito e beh, "cujun" mi pare non abbia bisogno di spiegazioni. Forse il nome nasce dal sollecitare l'addetto alla preparazione a muovere la padella, del tipo: "BRANDA, Cujun! se no attacca" e quello giù a brandare. Ma io allora sarò ancora più Cujuna di quel Cujun? Perché guardate io ci ho provato, ma non son mica riuscita a brandare bene: movimento rotatorio e scuotimento, sì un po' qualcosina succede, ma mica mi convince... ad un tratto, confesso, mi son munita del mio bel cucchiaio di legno e vai: "GIRA, C...a!"

venerdì 14 marzo 2014

Orzo, broccolo romanesco, olive e pomodori secchi


Dopo alcuni momenti di festeggiamenti e bagordi, torno al mio adorato menù cereali-verdura, che in alcuni casi diventa verdura-verdura, verdura-frutta. Voglia di leggerezza e di gusti semplici. 
L'idea di base parte da un piatto che ho imparato anni fa: il cavolfiore con le olive stufato in padella, buonissimo.  In questo caso utilizzo il broccolo romanesco, vi unisco l'orzo ed i pomodori secchi e la cena è fatta.





Ingredienti:
250 gr. di orzo
1 Broccolo romanesco intero
3 cucch. di olive taggiasche 
5 pomodori secchi
1 spicchio d'aglio
Olio Evo
peperoncino facoltativo

Una parte d'orzo e 2 parti di acqua e poco sale, cuocere per 35min. in pentola, 15 in pentola a pressione. I tempi di cottura variano a seconda dell'orzo, questo ha i chicchi grandi, come piacciono a me.
In una padella ampia, mettere l'aglio pelato, le olive denocciolate e i pomodori secchi ad insaporire l'olio, aggiungervi i gambi pelati del broccolo, rigirare qualche min. aggiungervi le foglie cuocere qualche minuto coperto e poi aggiungere le cime, salare pochissimo, coprire e lasciar insaporire qualche 5 min. A questo punto sarà necessario aggiungere un po' d'acqua, mezza tazza, coprire e lasciar stufare. 
Dopo circa un quarto d'ora dovrebbe essere pronto, unirvi l'orzo e saltare amalgamando il tutto.
P.S. Come vedete io uso tutto il broccolo e così faccio col cavolfiore e con la verdura in genere. Togliendo le fibre esterne più dure ai gambi e alle foglie, e facendo attenzione ai tempi di cottura: prima i gambi, poi le foglie ed in ultimo le cime, in questo modo si gusta tutto. Le foglie dei broccoli sono molto saporite e danno un tocco speciale ai piatti, certo capisco che in certe preparazioni raffinate servano solo le cimette, ma se amate le preparazioni raffinate di certo non frequentate la cincia!


sabato 8 marzo 2014

...donne


...Quando Baltasar entra in casa, sente il parlottare che viene dalla cucina, è la voce della madre, la voce di Blimunda, ora l'una, ora l'altra, appena si conoscono e hanno tanto da dire, è la grande interminabile conversazione delle donne, sembra cosa da niente, questo pensano gli uomini, neppure loro immaginano che è questa conversazione che trattiene il mondo nella sua orbita, se non ci fossero le donne che si parlano tra loro, gli uomini avrebbero già perso il senso della casa e del pianeta.

...perché l'altra, e tanto discussa, incorporea fecondazione è avvenuta una sola volta senza precedenti, solo perché si sapesse che Dio, quando vuole, non ha bisogno di uomini, sebbene non possa fare a meno di donne. Memoriale_del_convento, José Saramago.

Una citazione maschile per "La festa della donna", Saramago coglie in pieno l'animo femminile, in un suo altro testo dove parla delle doglie da parto sembra penetrare nella pelle stessa della donna, tanto è accurata e corporea la sua descrizione. Allora mi viene in mente che questa festa a me piacerebbe fosse la festa di tutte le persone che lasciano vivere e vibrare il femminile che è in loro. L'essenza del femminile che è parte dell'umano, così poco presente nella nostra quotidianità.
Quante volte anch'io non lascio emergere questo aspetto della mia personalità! 
Altre volte lascio spazio, come quando ho fatto il mazzo di fiori che vedete nella foto. Mi sono presa tutto il tempo, sono scesa nel prato, ho raccolto i fiori scegliendoli con cura, ho tagliato i gambi, posizionato i fiori. Mi sono presa tutto il tempo e nel farlo non c'era tempo, non c'era nessuna finalità, un piacere e una bellezza fine se stessi. 
Femminile, non per il fatto di fare un mazzo di fiori, esempio troppo facile e scontato, ma l'agire in sé con quella modalità senza scopo e senza profitto. 

giovedì 6 marzo 2014

Frolla ricoperta alle pere


Sono circondata da fiorellini dei marzo, intendo in senso metaforico. In questi giorni ricorrono diversi compleanni di persone a me molto vicine, tra i miei affetti più grandi ed importanti. 
Tra questi c'è anche lui, il mio compare, che proprio oggi compie gli anni: buon compleanno tesoro!
In realtà questa è la torta che ho fatto per il mio di compleanno a gennaio, ma questi sono solo dettagli, è una frolla con un ripieno di pere delicatamente profumata alla vaniglia. 
Le foto le ha fatte lui, gliele ho commissionate dato che aveva la possibilità di scattarle alla luce del giorno.


Ingredienti:
300 farina integrale
120 Burro
125 zucchero di canna chiaro vanigliato (da me)
1 cuch. di lievito
1 uovo + 1 tuorlo
4 pere decana
Fare la frolla unendo gli ingredienti indicati, tranne 4 cucch. di zucchero. Mettere la frolla in frigo, preparare le pere sbucciate e tagliate a fette, mescolarle con lo zucchero lasciato a parte. Dividere la frolla in due parti, stendere la base, riempire con le pere, ricoprire con la frolla rimanente ed infornare a 180° per 40min. circa.


Buon Compleanno Marzolini!