mercoledì 28 gennaio 2015

Stracotto con polenta


"Che bello qualcuno che si dichiara "onnivora", e allo stesso tempo evita le vaccate ma non le vacche!!!!", questo è il commento al mio blog scritto da Pellegrina pochi giorni fa.
Mi pare che abbia colto in pieno l'intento di questo blog, quello di condividere una cucina semplice senza regole rigide né rinunce particolari, ma sempre sostenuto dalla voglia di stare bene nel proprio corpo.
E allora vacca sia, un piatto adatto all'inverno e al suo rigore, la ricetta l'ho presa dal libro edito da Torchio de' Ricci: "Cucina d'amore" di Franco Colombani, padre degli attuali gestori del ristorante Il Sole di Maleo.

Ingredienti per lo stracotto:
1 kg. di scamone* (tenerone)
50 gr. burro
2 dl. olio
1/2 lt. barbera (nebbiolo)
50 gr. sedano
80 gr. carote
2 cipolle
aglio
3 cucch. salsa
cannella, chidi di garofano, pepe, sale
1 lt. brodo
Legare la carne, steccare con aglio, rosolare in olio e burro, aggiungere il vino, quando si è ridotto della metà aggiungere le verdure, la salsa e il pepe. Dopo qualche minuto aggiungere il brodo, le spezie e cuocere coperto per 2 ore. Togliere la carne, tagliare a fette sottili (da fredda). Passare il sugo, ridurre se necessario, scaldare e versare caldo sulle fette di carne.
* quando sono andata a comprare la carne, la mia fidata fornitrice si è stupita che volessi fare uno stracotto con il nobile taglio detto "scamone" e mi ha caldamente consigliato il tenerone dicendomi che avrei risparmiato ed avrei comunque ottenuto un buon risultato. Quando ho tagliato la prima minuscola fetta di carne ho visto 5 dico 5 nervetti (!!!!!) orrendi che mi guardavano, avrei voluto tornare al negozio per manganellare la mia consulente con il "tenerone" stesso. Ho desistito e vi devo dire che all'assaggio il tenerone si è rivelato tale, i nervetti non si sentivano e con la salsa sopra non si vedevano neppure.

Ingredienti per la polenta:
500 gr. di farina di mais macinata a pietra
2 Lt. di acqua
sale q.b.
un cucch. di olio evo
Portare l'acqua ad ebollizione, aggiungere un goccio d'olio e salare. Versare tutta la farina in un colpo solo e mescolare velocemente con un frullino, abbassare la fiamma al minimo, cuocere per almeno 45 minuti rimestando con un cucchiaio di legno o, se l'avete con il classico bastone da polenta... che bello, non mi ricordo come si chiama. Mia nonna ce l'aveva e ogni tanto quando eravamo troppo chiassosi e poco studiosi ci minacciava: "se non la finisci vado a prendere il...". Naturalmente non l'ha mai usato.
Alla fine otterrete una polenta soda*, tenete conto che i minuti di cottura variano anche a seconda della farina, quando la polenta è pronta tende a staccarsi leggermente dai bordi e ha una certa patina caratteristica in superficie. 
* lo so, la polenta in foto sembra cemento giallo, è solo perché le foto le ho fatte il giorno dopo con gli avanzi, la carne l'ho scaldata e la polenta era fredda e rattrappita, e si vede.

Ah, dimenticavo, oggi ricorre il secondo anniversario dall'inizio di questa condivisione on line. Rispetto allo scorso anno posso dire di non aver tenuto fede alla maggior parte dei miei propositi, primo dei propositi mancanti: non ho ancora fatto il bunnet! 
Per il resto è andata come è andata, di una cosa sono certa ora, il proposito del 2015 per il blog è il seguente: NON AVERE PROPOSITI e continuare a fare come mi sento. Ho troppe cose che mi impegnano su altri fronti, continuerò a proporvi la mia cucina quotidiana, con l'inclusione di qualche piatto speciale ogni tanto, all'occasione.

venerdì 23 gennaio 2015

Zuppa di segale e lenticchie


Un mese, un mese di assenza dal blog, mai prima d'ora si era vista una cosa simile... va bene, non la faccio tanto lunga, ci tengo solo a dirvi che non sono finita addormentata dietro ad un cespuglio dopo aver bevuto tutto il limoncello! 
Sono solo stata un pochino pigra, niente di straordinario. 
Riparto con una rassicurante zuppa di lenticchie, quanto mi piacciono, ne potrei mangiare montagne: lenticchie di tutti i colori e per tutti i gusti! Le ho abbinate ad un prezioso cereale delle antiche tradizioni, la segale, quello che vedete qui è coltivato non lontano da casa mia dagli immancabili amici della Cascina Escuelita.


Ceramica fatta a mano MANITERRA

Ingredienti:
200 gr. lenticchie rosse non decorticate
80 gr. segale
1 patata 
1 cipolla 
1 mazzetto di erbette (bietoline)
1 cucch. dado vegetale
curcuma
acqua q.b.
Cuocere la segale in pentola a pressione per 30 minuti con poca acqua, aprire* ed aggiungere le lenticchie ammollate dalla sera prima, la patata a tocchetti, la cipolla tritata, dado, poco sale, curcuma a piacere e riportare la pentola in pressione, cuocere altri 20 min. dopo il fischio. Aggiungere le erbette tritate e cuocere 5 minuti con coperchio ordinario (non in pressione), servire ed aggiungere a piacere nel piatto olio Evo e pepe. Lo sapete che il pepe accentua le proprietà benefiche della curcuma?

* per aprire velocemente la pentola a pressione, mettere la pentola sotto un getto di acqua fredda, in pochi secondi avrete accesso alla vostra preparazione  ; )