lunedì 25 giugno 2018

Nontiscordardime


Non-ti-scordar-di-me ovvero l'amore eterno
Il nome scientifico di questo fiore è meno poetico di quello comune perché myosotìs significa in greco "orecchie di topo", a causa della forma e superficie vellutata delle sue foglioline. Gli antichi lo chiamavano "erba sacra" perché veniva usato nella preparazione di una pozione benefica per gli occhi. Per tale motivo Plinio il Vecchio ricorda che il non-ti-scordar-di-me era considerato il simbolo della salvezza da tutto ciò che poteva rattristare o addolorare.
Il nome moderno nasce invece da una zuccherosa leggenda medievale tedesca. Un giorno due innamorati stavano passeggiando sulle rive del Reno, dove crescevano tanti azzurrini miosotidi. Il fidanzato cominciò a raccoglierli per donarne un mazzetto alla ragazza ma inavvertitamente scivolò lungo la proda e cadde in acqua. La corrente del fiume in piena lo spinse fra i gorghi, da cui affiorava a fatica. Qundo il giovane capì che non sarebbe riuscito a salvarsi, in un ultimo disperato gesto d'amore gettò verso la riva il mazzolino di fiori gridando all'innamorata: "Non ti scordar di me!". Sicché il fiore divenne il simbolo dell'amore eterno che vince anche la morte; una volta lo si portava indosso per assicurarsi la fedeltà dell'amato o dell'amata. Grazie a questa leggenda il myosotìs divenne popolare in Germania come non-ti-scordar-di-me. La tradizione passò poi in Francia dove il fiore venne chiamato "ne m'oublier pas" e anche "aimez-moi", amatemi.
Nel 1802 Samuel Taylor Colerifge scrisse una poesia, "The keepake" (il ricordo), rievocando l'episodio leggendario:
quell'azzurro fiorellino dall'occhio luminoso lungo il ruscello
gemma gentile della speranza
non-ti-scordar-di-me


La leggenda divenne famosa diffondendosi in Europa con alcune varianti. E in effetti si organizzavano feste nel periodo della sua fioritura. Durante la Belle Époque arrivavano sulle rive del Reno giovani da tutto il continente per assistere ai balli che le ragazze intrecciavano a piedi nudi e con il capo inghirlandato di nontiscordardime sulle rive di due fiumiciattoli chiamati "il bagno delle fate" e "La cascata delle querce".
Ispirandosi a questo simbolismo Eduardo VIII, che no 1936 aveva rinunciato al trono d'Inghilterra assumendo il titolo di duca di Windsor per sposare nel 1937 Wallis Simpson, due volte divorziata, volle che nel giorno delle nozze decine di mazzi di nontiscordardime decorassero la loro casa e che l'abito della sposa avesse quella particolare tonalità di celeste lievemente illuminato di rosa che mostrano i petali del fiore sacro all'amore.
Florario,  Alfredo Cattabiani 


1 commento:

  1. rimango sempre incantato dalle ondate di nontiscordardimè che illuminano la penombra dei boschi delle mie parti, come non pensare immediatamente ad elfi e fate?!
    Un saluto goloso, il cat

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