Ginestra

Ginestra dei carbonai

La ginestra dei carbonai (nella foto) può essere trovata in molti luoghi anche con caratteristiche diverse. E’ infatti una pianta pioniera in grado di colonizzare terreni ingrati e quindi di creare una prima copertura arbustiva che potrà essere accompagnata e poi sostituita da veri e propri alberi. Lo si può vedere nei prati o nei pascoli abbandonati e colonizzati da questa pianta: il loro dominio è indiscusso e spesso si formano vere macchie, anche molto estese, in purezza.

La capacità stessa delle ginestre di arricchire il terreno dove vivono di azoto, aumentandone la fertilità, crea i presupposti per l’ingresso di altre specie.

Dal mare si spinge, e in condizioni favorevoli, oltrepassa i 1.300 metri d’altitudine. Predilige gli incolti, i luoghi assolati, le pendici argillose delle colline, i versanti montani ben esposti, le brughiere, le scarpate rocciose. Teme la competizione con la vegetazione alta e non la troveremo mai prosperare nel fitto di un bosco. 

La ginestra dei carbonai deriva il suo nome dall'uso che ne facevano i carbonai: i rami poco infiammabili venivo posti sulle cataste di legna  delle carbonaie perché bruciando lentamente favorivano la produzione di un carbone di migliore qualità; I rami erano utilizzati per i tetti delle loro capanne, quando d'estate vivevano nei boschi; il colore dei baccelli richiama il colore del carbone e dei carbonai dopo il duro lavoro.

Simbologia e mito
"Secondo Plinio le ceneri del ginestrone (Ulex europeus) avrebbero contenuto l'oro. La credenza riportata dal naturalista latino era stata ispirata dal colore giallo splendente di questa pianta, simbolo del Sole, e per analogia del suo omologo nel mondo minerale, l'Oro. In effetti il ginestrone, come la ginestra dei carbonai (Sarothamnus scoparium) e la ginestra di Spagna (Spartium Jiunceum), è una pianta solare, la cui fioritura vistosa fra la primavera e il cuore dell'estate festeggia la buona stagione. E' luce solare vegetale, canto gioioso. ...
La sua spartana bellezza suggerì nel Medioevo il simbolo della modestia e dell'umiltà, cui si ispirò san Luigi, re di Francia, per fondare l'Ordre du Genest, della Ginestra. I suoi cavalieri portavano un mantello di damasco bianco con cappuccio viola e un collare che era formato da una catenella ornata alternativamente da un fiore di ginestra e da una placca d'oro quadrata, dov'era inciso un giglio. Alla catenella era sospesa una croce d'oro tempestata di fiordalisi su cui era scritto: exaltat humiles, esalta gli umili. Cento cavalieri dell'ordine della Ginestra prestavano servizio nella guardia reale. 
Secondo una leggenda siciliana è una delle piante maledette dal Cristo perché, mentre egli stava pregando nell'orto del Getsemani, cominciò a crepitare con un rumore così assordante da attirare l'attenzione dei soldati che riuscirono a individuarlo e ad arrestarlo. "Tu farai sempre rumore quando brucerai", la castigò il Signore.
La ginestra più famosa nella storia della letteratura è quella dell'omonima poesia di Giacomo Leopardi, che comincia con i versi:

Qui su l'arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
la qual null'altro allegra arbor né fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra....

Testimone vegetale di una città scomparsa sotto la lava e i lapilli dei vulcani, immagine della permanenza della natura e dell'impermanenza dell'uomo e delle sue civiltà destinate a perire, essa diventa nella poesia dell'antiprogressista Leopardi anche il simbolo di chi contempla ironicamente le "magnifiche sorti e progressive" dell'umanità. Per questo motivo la pianta fu molto amata da coloro che poco credevano alle utopie politiche ottocentesche."
Florario, Alfredo Cattabiani

Erboristeria (!)
Anticamenti si utilizzavano le sommità fiorite e le parti aeree. 
Vasocostrittore, ipertensore e diuretico, la Ginestra è controindicata in gravidanza e negli ipertesi. (F. Firenzuoli)
In realtà nella pianta sono presenti diversi composti tossici (tra cui alcaloidi e saponine), quindi l'uso è assolutamente sconsigliato!


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